Hurricane Jessie

Jessie White: una gentildonna in camicia rossa

di Andrea Olmo

Inoltre, quando nel 1856 Garibaldi si recò a Londra per tentare di ottenere il sostegno britannico contro l’oppressione imperiale austro-ungarica, Miss White fu scelta per fare da tramite nei colloqui del Generale con alcune eminenti personalità inglesi. Purtroppo la missione di Garibaldi si risolse in un fallimento. Fu però proprio in questo periodo che l’Eroe dei Due Mondi cominciò a mettere in guardia la sua amica inglese dalle idee di Mazzini, forse troppo visionarie e idealistiche per poter essere realmente utili alla causa italiana.

Nonostante ciò Jessie White seguì ugualmente Mazzini, insieme al suo amico Alberto Mario, un veneto di Lendinara, nel suo viaggio a Genova nel 1857. Qui Jessie fu accolta come una celebrità, contribuendo in questo modo a deviare l’attenzione del pubblico da Giuseppe Mazzini, impegnato a preparare la spedizione di Carlo Pisacane a Sapri. Com'è noto l’impresa fallì miseramente e Jessie il 4 luglio 1857 fu arrestata insieme ad Alberto Mario dalla polizia sabauda. Nei quattro mesi trascorsi in carcere Alberto ebbe modo di corteggiare per lettera la White e, così, quando i due furono liberati si recarono subito in Inghilterra, dove convolarono a giuste nozze il 19 dicembre del 1857.

L’anno successivo vide i due sposini affrontare un viaggio a New York, dove si impegnarono in un ciclo di conferenze a favore della causa italiana. Jessie e Alberto scrissero anche numerosi articoli sul New York Times sullo Herald e sul Post, ottenendo un notevole successo di pubblico.
Proprio in questo periodo i due portarono a termine il loro definitivo allontanamento da Mazzini, avvicinandosi alle idee federali del Cattaneo.
Rientrati in Italia dopo la 2° Guerra d’Indipendenza, braccati da tutte le polizie degli stati italiani, si rifugiarono a Lugano da dove, nel 1860, partirono per Genova, arruolandosi con la seconda ondata di volontari, in partenza per seguire Garibaldi nell’impresa dei Mille.
Alberto entrò a far parte dello Stato Maggiore del Generale, mentre Jessie si impegnò come infermiera.

Famosi sono alcuni episodi di quella campagna che descrivono pienamente il coraggio della giovane inglese. Durante la battaglia di Santa Maria, Mrs. Mario uscì sotto il fuoco nemico per portare acqua e cibo a Garibaldi, a digiuno da ore. Alla battaglia del Volturno, Jessie effettuò ben quattordici sortite sotto il piombo borbonico per soccorrere garibaldini feriti o morenti.
Ben presto i garibaldini finirono per identificare la figura dell’intrepida Hurricane Jessie con la Bella Gigogin, protagonista della più nota canzone garibaldina.
Durante la campagna militare, inoltre, lavorò come corrispondente per il Morning Star, portando a conoscenza del pubblico britannico i successi delle camicie rosse.

Jessie e Alberto seguirono ancora l’Eroe dei Due Mondi nella guerra del 1866, negli sfortunati scontri di Monterotondo e Mentana del 1867, e nell’ultima vittoriosa battaglia del Nizzardo a Digione nel 1871 contro i Prussiani.

Ormai raggiunta l’Unità d’Italia, i coniugi Mario si ritirarono a Lendinara, ma la combattiva Jessie trovò ben presto nuovi motivi per lottare, nonostante la grave paralisi a tre dita della mano destra che la colpì a soli 49 anni.


Immagine nella pagina:
Il Battaglione Inglese appiè della Torre Rotonda della cittadella di Milazzo, 1860, litografia a colori

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Aprile-Settembre 2007 (Numero 7)

Anita Garibaldi, Museo Civico del Risorgimento, Bologna

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