Canessa ebbe un ruolo in questi avvenimenti. Achille Bizzoni, un giornalista milanese arruolatosi nei garibaldini all’inizio di novembre, prestò servizio nella Terza Brigata, al cui stato maggiore era stato aggregato Canessa. Al suo ritorno in Patria Bizzoni ci ha lasciato una vivida testimonianza della sua esperienza, con altrettanto vive descrizioni dei suoi commilitoni. Tra questi Luigi Canessa, che probabilmente già conosceva perché anch’egli era un reduce di Mentana.
Il piccolo Canessa, come lo definisce, parlava un francese che era metà genovese e metà sanscrito, imparato nei suoi viaggi in Oriente. Aveva talmente fuso il suo dialetto con la lingua di Molière che quando voleva parlare italiano i genovesi credevano che parlasse francese, mentre quando credeva di parlare francese i francesi credevano che parlasse genovese. Bizzoni ha una particolare simpatia per Canessa, che chiama più di una volta amico mio.
Insieme parteciparono ai primi combattimenti con i Prussiani, assistettero un giovanissimo volontario milanese morente, persero discrete somme giocando d’azzardo. Nelle poche serate trascorse tranquille accanto al fuoco Canessa raccontava ai compagni le sue avventure in Abissinia, che Bizzoni assicurava conosce come il fondo del suo borsellino.
Da questo tran tran lo trasse Stefano Canzio la vigilia di Natale, quando formò la Quinta Brigata con gli italiani appena arrivati dalla Savoia, chiamandolo a far parte dello Stato Maggiore. E della Quinta Brigata in un certo senso è stato lo storico, lasciandoci alcuni appunti con una breve cronaca degli avvenimenti.
La Brigata era formata da circa 600 uomini, di questi quasi 200 erano spagnoli, il rimanente italiani, inquadrati nei Cacciatori di Marsala e nei Carabinieri Genovesi. La Brigata ebbe un ruolo importante nell’avvenimento più famoso di tutta la campagna, la battaglia del 21, 22 e 23 gennaio, nella quale Canessa si coprì di gloria, come scrisse in seguito un altro volontario fiorentino.
Ai primi di gennaio, i Prussiani si erano ritirati senza combattere da Digione, che era stata occupata da Garibaldi. Ma il 19 gennaio attaccarono in forze con l’obiettivo di impadronirsi di nuovo della città.
Scrive Canessa: Il 21 la quinta brigata ebbe il suo battesimo. Canzio prepotente in tutte le cose e buone e no - volle precedere la terza brigata che stava scaglionata ai prati di Talant. Si avanzò sulla strada di Paris e si gettò a sinistra dirimpetto a Daix – ove la prima brigata indietreggiava.
Aprirono il fuoco la compagnia spagnuola – Orente la guidava – al centro i Cacciatori Marsala a sinistra i Carabinieri Genovesi. Canzio e gli ufficiali e guide mandati via i lor cavalli stavano ritti mentre la truppa era appiattata ad attendere il momento. Non fate fuoco gridava Canzio e i prussiani serrati si avanzavano. Ad un tratto i Cacciatori Marsala cominciavano il fuoco che terribilmente nutrito fece indietreggiare i prussiani che di fronte e di fianco da Daix fulminavano i nostri.