Passeggiate BolognesiAlcuni luoghi romantici

di Pierpaolo Franzoni

Non disdegnerei una passeggiata che inizia da una graziosa e poco conosciuta stradina che da Porta Maggiore sbocca in Piazza Carducci: via Toffano.

Questa via si snoda a curve, breve e silenziosa, fra due lati di ville e villette dei primi decenni del Novecento, celando giardini, piccoli e grandi, curati, con piante fiorite, roseti e vialetti che portano a case più interne, fra cui un curioso edificio che richiama vagamente un palazzotto medioevale, o una costruzione in stile moderno che fa molto America anni sessanta. L’assenza di ogni locale o negozio la rende ancora ordinata e solitaria.

Attraversando Piazza Carducci senza tanti rimpianti, arriveremo in Via Dante, altro esempio di luogo cittadino bello e ancora incorrotto, per proseguire per Via San Giuliano, meno evocativa della prima ma silenziosa e discreta; troverete comunque sulla sinistra un bell’esempio di casa di ringhiera, decorosa e quieta, e sulla destra una bellissima villa con parco; ancora più avanti un altro edificio di bella edilizia residenziale, e poco più avanti ancora un grande cancello che offre una vista di facciata settecentesca con timpano, per poi sfociare in via Santo Stefano.

Per sensibilità particolari, confortati da precedenti illustri, perché non passeggiare nella Certosa monumentale.

Fu nell’uso dei bolognesi ed è comprensibile data la riservatezza del luogo.

Carducci e Leopardi vi si recarono in compagnia di signore e le cronache cittadine narrano che il 23 agosto del 1908 il Pretore di Bologna condannava a un mese di reclusione due fidanzati sorpresi a baciarsi fra le tombe.

Lì il silenzio e la quiete sono garantiti, ma non è detto che lo debbano essere nel vostro animo, dove potrebbero albergare le più turbolente passioni. E poi la bellezza di molte tombe, la soavità di vialetti e di scorci, la varietà delle essenze fiorite, degli arbusti e delle siepi, l’allegro cinguettare dei molti uccellini che allietano gli abitatori e i visitatori potrebbero rendervi di animo placido e romantico accompagnandovi così all’uscita. Gli inglesi lo fanno, e i francesi a Parigi, sulle panchine del Père Lachaise, leggono il giornale. Non facciamo scongiuri dunque!

Avete visto sicuramente quegli autobus aperti che percorrono la città e i suoi dintorni in un giro turistico: i trambus open. Ebbene se vogliamo passeggiare seduti, e guardando in un’altra prospettiva ciò che vediamo forse da sempre se siamo di Bologna, quel giro è consigliabile. Non essendo impegnati a guidare, prendiamoci quel tempo liberato da preoccupazioni per rivolgere le nostre attenzioni solo alla nostra cara compagna, fra le bellezze artistiche di strade, palazzi e piazze di una città che ci viene incontro come da un palcoscenico.


Immagine nella pagina:
Bologna, Piazza Carducci, dopo il 1928, Genius Bononiae, Musei nella Città

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Aprile-Settembre 2008 (Numero 10)

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Verdi seduto su una poltrona fatta con gli spartiti delle sue opere, caricatura di F. Bianco (particolare)

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