Per favore, lavatevi le mani!

...ovvero la sindrome di Semmelweis

di Andrea Olmo

Naci, intanto, era diventato Primario della Ginecologia dell’Ospedale di San Rocco a Buda, e anche qui, applicando la sua procedura di lavaggio delle mani, ottenne delle percentuali di mortalità per febbre puerperale inferiori all’1%.
Cominciò, solo allora, a mettere per iscritto la sua teoria sulla febbre puerperale, ma ormai i primi segni della sua incipiente follia cominciavano a manifestarsi. Infatti, il suo libro Eziologia, concezione e prevenzione della febbre puerperale, pubblicato nel 1860, e le svariate lettere aperte che indirizzò ai colleghi negli anni successivi, in particolare a Friedrich Scanzoni di Würzburg, il suo principale avversario, sono un’accozzaglia di frasi sconclusionate, di insulti ed attacchi gratuiti, rivolti contro tutto e contro tutti. Il risultato di tutto ciò fu che Ignaz finì per alienarsi le simpatie anche di chi, potenzialmente, poteva schierarsi dalla sua parte, come l’illustre patologo berlinese Rudolf Virchow, creatore della moderna isto-patologia.

Gli ultimi anni di Semmelweis furono un terribile calvario, un lento sprofondare nella follia e nella decadenza fisica: il 31 luglio 1865, dopo il ripetersi di numerosi accessi di follia violenta, la moglie, disperata, condusse il marito a Vienna dove Ferdinand von Hebra, il caro e fedele amico, lo ricoverò al locale manicomio. Appena due settimane dopo, il 13 agosto, Naci morì.

Secondo l’autopsia, la morte avvenne in seguito alle percosse che, all’epoca, venivano inflitte agli psicopatici violenti a scopo terapeutico, tuttavia… tuttavia siamo nell’Ottocento, il Secolo Romantico, e non si poteva certo accettare che un eroe così romantico, disperato e coraggioso potesse morire in modo così prosaico. E così, si diffuse da subito una leggenda sulle circostanze della sua dipartita: pochi giorni prima del suo ricovero in manicomio, in un accesso di follia, Semmelweis entrò in sala settoria e davanti ad un pubblico di studenti terrorizzati iniziò a fare a pezzi un cadavere; un taglio alla mano con il bisturi sporco, ed ecco la terribile setticemia e poi la morte, allo stesso modo del suo amato maestro Kolletschka e delle puerpere, cui aveva dedicato tutta la vita!

Però, Semmelweis, lo sconfitto, il folle, solo pochi anni dopo divenne Semmelweis il vittorioso: le scoperte di Louis Pasteur e di Joseph Lister, infatti, dimostrarono inequivocabilmente l’importanza dell’igiene nella prevenzione delle malattie infettive; pertanto, come concludere?

Ma ovviamente: Per favore, lavatevi le mani!


Immagine nella pagina:
Sepoltura di Semmelweis presso il cimitero Kerepesi di Budapest

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Aprile-Settembre 2008 (Numero 10)

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