La denominazione Pubblica Sicurezza fu introdotta, però, solo in seguito allo Statuto Albertino del 4 marzo 1848, da una legge del settembre 1848 che istituì l’amministrazione della Pubblica Sicurezza non più dipendente dal ministro della Guerra e dalle autorità militari, il cui personale doveva essere assunto per decreto reale. Ciò in sintonia con quanto espresso sin dal 1799 nella costituzione napoletana.
I principi di detta costituzione, infatti, avevano sancito il diritto di ogni cittadino ad essere garantito dalla pubblica forza in tutti i suoi diritti naturali e civili.
Nella riorganizzazione dello stato sabaudo, dunque, alla diffusione territoriale delle forze di controllo militare, fu affiancata una struttura civile composta di delegati di polizia. Ben presto si rese necessaria l’istituzione di forze armate appositamente dedicate a funzioni di polizia, preferibilmente svincolate da taluni degli obblighi tipici delle forze militari tradizionali.
I primi corpi che diedero vita alla polizia dell’epoca furono la Milizia Comunale e la Guardia Nazionale. Successivamente, con legge del 1852, venne creato il Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza, la cui competenza territoriale venne estesa, con legge del 1859, a tutti gli stati (meno la Toscana) che via via andavano annettendosi al Regno di Sardegna.
La stessa denominazione Pubblica Sicurezza celava l’intento di Carlo Alberto di rassicurare i numerosi patrioti, sfatando la fama sinistra di cui godeva la polizia italiana, che, nel precedente periodo dell’assolutismo, aveva operato con impeti di eccessiva repressione. In realtà, tale intento venne raggiunto solo in parte nello stato liberale, anche a causa dalle stesse leggi successive allo Statuto, che contenevano principi di prevenzione basati su una scarsa considerazione dei diritti della persona.
Le leggi albertine istituirono anche le milizie comunali denominate Guardia Nazionale, che erano allo stesso tempo dipendenti dei sindaci e del Ministero dell’Interno e avevano come compito primario, come i Reali Carabinieri, la custodia della quiete pubblica.
Immagine nella pagina:
Guardia a piedi del 1883
Con il patrocinio del Comune di Bologna