I disagi vissuti dal personale di polizia sul piano privato si accompagnavano, dunque, alle difficoltà operative dovute al difficile momento storico, caratterizzato da una forte conflittualità con i mazziniani che incalzavano nella compagna a favore della repubblica, e che minava anche i rapporti della Pubblica Sicurezza con gli organi di stampa dediti alla propaganda repubblicana.
Quando l’era della destra storica finì, il 23 marzo 1876, subentrò al governo la sinistra, ma per la polizia le cose cambiarono poco: il nuovo Ministro dell’Interno Giovanni Nicotera assunse senza concorso e in modo clientelare cento delegati di Pubblica Sicurezza da mandare nelle province, in modo da avere il loro completo controllo. Essi rimasero sempre bollati col nome nicoterini. In compenso, il nuovo capo della polizia apportò importanti innovazioni all’istituzione sia per quanto riguarda i rapporti con l’opinione pubblica - infatti istituì a palazzo Braschi una sala stampa - sia per quanto riguarda le tecniche d’indagine, istituendo lo schedario fotografico degli arrestati in tutte le province.
Verso la fine del secolo, infine, la Pubblica Sicurezza si trovò ad affrontare le problematiche derivanti dalla comparsa del movimento anarchico, che, nell’ambito della sua dimensione internazionale, intendeva opporsi a tutti i re, gli imperatori, i presidenti di repubbliche e i preti di qualsiasi religione. L’attentato a Umberto I nel 1897, a prescindere dalle lacune che aveva evidenziato per quanto riguardava i mezzi in dotazione ai tutori della sicurezza pubblica, venne considerato come segnale di estrema pericolosità degli anarchici, inducendo ad un inasprimento della repressione, peraltro già consolidatasi vent’anni prima, nel 1878, in occasione del primo attentato al Sovrano da parte di tale Passannante, nonostante costui non risultasse affiliato del movimento anarchico e venisse considerato dal Lombroso un pazzoide.
Il secolo si concludeva con la recrudescenza del fenomeno del banditismo in Sicilia ed in Sardegna, innanzi al quale l’opinione pubblica avvertiva una sorta di inadeguatezza degli strumenti forniti alle forze di polizia, tanto da indurre le più prestigiose testate giornalistiche a sollevare il problema. La polizia a cui è affidata la sicurezza pubblica e da cui dipendono tante volte la pace e l’onore dei cittadini, è trascurata da noi come non lo è presso alcun’altra nazione, così scriveva il Corriere della Sera nel 1894.
Immagine nella pagina:
Guardie di Pubblica Sicurezza in una fotografia del 1871
Con il patrocinio del Comune di Bologna