Scienze e TecnologiaVerdi e il Metronomo

di Samuele Graziani

Uno dei primi, se non addirittura Il primo (con la i maiuscola) compositore italiano ad adottare le indicazioni dei tempi di metronomo sulle proprie composizioni fu Giuseppe Verdi.

Verdi cominciò a scrivere le indicazioni di metronomo a partire dall’Attila, del 1845, ed estese la partitura all’indietro stabilendo le indicazioni anche per I due Foscari del 1844. Inizialmente lo fece su foglietti separati che l’editore Ricordi ricopiava nelle partiture, poi direttamente sulle partiture autografe. Ad eccezione di Rigoletto (1851) e La Traviata (1853), nelle cui partiture autografe non si trovano i tempi di metronomo, le indicazioni che si trovano su tutte le altre partiture posteriori all’Attila si possono considerare risalenti a Verdi stesso. Nelle due opere citate le indicazioni furono aggiunte agli spartiti per canto e pianoforte, quasi sicuramente su incarico dell’editore. Il lavoro per La Traviata fu fatto da Emanuele Muzio, allievo e collaboratore di Verdi, quello per Rigoletto da Luigi Truzzi, il trascrittore abituale delle opere del Maestro, che ben lo conosceva e sapeva interpretare le sue volontà. Le indicazioni di queste due opere si possono quindi considerare molto vicine alle idee di Verdi, anche se non originali.

Il fatto che Verdi fece utilizzo delle indicazioni dei tempi di metronomo non ci deve stupire: il Maestro era in realtà un pignolo e un perfezionista. Oltre a scegliere personalmente i cantanti di ogni sua opera, pretendeva spesso di curarne le prove, le scene, i costumi. Molte volte esigeva correzioni sui testi anche dai librettisti più famosi e fidati. Aveva una vera mania sulla qualità e sulla perfezione dell’esecuzione nella sua interezza. Arrivò a scindere un contratto con il teatro di San Pietroburgo perché non riteneva all’altezza della sua opera il cast di cantanti che gli era stato presentato. In tutto questo è ovvio che il maestro pretendesse che la velocità di esecuzione dei brani fosse quella che era nella sua mente anche in realizzazioni in sua assenza, e l’unico modo per ottenere questo erano le indicazioni dei tempi di metronomo, da cui il largo utilizzo che ne fece.


Immagine nella pagina:
Partitura autografa di Giuseppe Verdi

Fine.
Precedente 1 | 2 | 3 Successiva

Aprile-Settembre 2008 (Numero 10)

Comune di BolognaCon il patrocinio del Comune di Bologna
Verdi seduto su una poltrona fatta con gli spartiti delle sue opere, caricatura di F. Bianco (particolare)

© 2005 - 2026 Jourdelo.it - Rivista storico culturale di 8cento

Registrazione Tribunale di Bologna n. 7549 del 13/05/2005 - Direttore Resp. Matteo Ceraolo

🕑