Storia dei profumi

una caratterizzazione di quella dell'Ottocento

di Pierpaolo Giaccio

Nel 1812 l’arte profumiera italiana cominciò a rifiorire per merito di Carlo Luigi Chiozza, il quale fondò una fabbrica di saponi profumati a Pontelagoscuro, che ottenne successo sia in Italia che all’estero. Nel 1852 gli subentrò Luigi Turchi e l’azienda venne denominata Chiozza e Turchi.
Nel 1827 nacque a Bologna un prodotto di alta qualità, che acquistò la fama in breve periodo, l’Acqua di Felsina, per opera di Pietro Bortolotti. Gli eredi continuarono con costante successo la fabbricazione del prodotto che segnò veramente la rinascita della profumeria italiana.

A Parma, nel 1870, nel negozio di Dario Saccò, il talentuoso Lodovico Borsari iniziò una produzione artigianale nel retrobottega, che lo portò in breve tempo a diventare socio dello stesso Saccò. Tra le varie composizioni realizzate da Lodovico, una creazione aveva reso famoso il negozio dei due associati: un profumo alla violetta che le signore sempre più spesso utilizzavano. Lodovico Borsari nel 1880 ripropose, con una formula di sua invenzione, una tradizionale profumazione distillata dai frati parmensi che aveva avuto il suo periodo di maggior popolarità al tempo del Ducato di Maria Luigia. La fragranza venne denominata Violetta di Parma, e il successo non tardò a giungere. Sul finire del secolo, nel 1897, Lodovico Borsari avviò l’attività industriale in proprio ampliando la gamma delle fragranze e divenendo in breve tempo un punto di riferimento dell’Arte profumiera italiana.

Nel periodo della Belle-Époque apparvero grandi profumi, che vanno da Jicky di Guerlain (1889), il decano dei profumi attualmente in vendita, a Origan (1905) e altri minori.
In questa epoca nacque la figura del profumiere, un imprenditore che fonda aziende dedicate esclusivamente alla creazione di prodotti cosmetici. Il più famoso e longevo è Guerlain: un marchio storico della profumeria francese, che risale al 1828. Hermès è una maison fondata nel 1837, specializzata in origine nella fabbricazione di selle e finimenti per cavalli, accessori, prêt-à-porter, scarpe, orologi, biancheria per la casa e profumi.

La Haute Couture nacque nella metà dell’Ottocento come risposta alle duplici esigenze di creatività e di business con la nascita del sistema moda. Paul Poiret, allievo di Worth, il sarto inventore della Haute Couture, fu il primo a comporre profumi insoliti per accompagnare i suoi abiti, e a inviare carte e ventagli profumati per la presentazione delle sue collezioni.

Nel mercato delle fragranze le donne furono imprenditrici quanto gli uomini. In particolare quattro donne hanno segnato la storia della profumeria francese e mondiale: Jeanne Lanvin, Coco Chanel, Nina Ricci ed Elsa Schiapparelli.
È proprio nell’Ottocento che l’arte profumiera si è sviluppata. Ancor oggi, molti dei profumi creati e ideati in quel periodo rappresentano essenze che vengono richieste ed hanno un ampio mercato.


Immagine nella pagina:
L’Acqua di Felsina di Pietro Bortolotti

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Aprile-Settembre 2008 (Numero 10)

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Verdi seduto su una poltrona fatta con gli spartiti delle sue opere, caricatura di F. Bianco (particolare)

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