Il villaggio del mistero

di Andrea Trentini

La chiesa di Rennes-le-Château, consacrata alla Maddalena nel 1059, si era ridotta ad un edificio fatiscente che sorgeva sulle fondamenta di una struttura visigota più antica, risalente al VI secolo.

Nel 1891, Saunière iniziò un modesto restauro. Durante i lavori rimosse la mensa dell’altare, che poggiava su due antichi pilastri visigoti. In una cavità di uno dei pilastri il curato rinvenne quattro pergamene, conservate entro cilindri di legno sigillati. Due delle pergamene pare contenessero genealogie. Una era datata 1244, l’altra 1644. Gli altri due documenti erano stati stilati intorno al 1870 da un predecessore di Saunière e sembravano pii testi latini, brani del Nuovo Testamento.

Su una delle pergamene le parole sono scritte incoerentemente tutte di seguito, senza spazi intermedi e vi sono inserite numerose lettere del tutto superflue. Sulla seconda pergamena le righe sono troncate indiscriminatamente, in modo irregolare, qualche volta addirittura a metà di una parola, mentre certe lettere appaiono vistosamente rialzate rispetto alle altre. In realtà queste pergamene formano una sequenza di codici insolubili se non si possiede la chiave.

Il curato si rese conto di essersi imbattuto in qualcosa di importante e portò i documenti scoperti al suo superiore, il vescovo di Carcassonne, che lo inviò a Parigi a spese del vescovo stesso per presentare le pergamene a certe autorità ecclesiastiche. Il più illustre era l’abate Bieil, direttore del Seminario di Saint Sulpice; inoltre, c’era il nipote di Bieil, Émile Hoffet. A quel tempo Hoffet studiava per diventare sacerdote. Sebbene avesse passato da poco i vent’anni, si era già fatto un’imponente fama di erudito, soprattutto nel campo della linguistica, della crittografia e della paleografia. Nonostante la vocazione pastorale, si sapeva che aveva propensione per il pensiero esoterico e manteneva rapporti cordiali con i vari gruppi occultisti, le varie sette e società segrete che allora proliferavano a Parigi. Era in contatto con un circolo culturale illustre, che includeva letterati come Stéphane Mallarmé e il compositore Claude Debussy. Conosceva anche Emma Calvé, la Maria Callas dei suoi tempi, ma era anche una somma sacerdotessa della subcultura esoterica parigina.

Dopo essersi presentato a Bieil e Hoffet, Saunière trascorse tre settimane a Parigi. Si sa che il parroco di campagna fu subito accolto a braccia aperte nel raffinato circolo di Hoffet. Negli anni successivi Emma Calvé si recò spesso a far visita a Saunière a Rennes-le-Château.
Durante il soggiorno a Parigi, Saunière trascorse diverso tempo al Louvre dove si procurò tre riproduzioni di quadri, fra cui il famosissimo Les Bergers d’Arcadie dell’altrettanto famoso Nicolas Poussin. Si pensa che le raffigurazioni dei quadri contengano la chiave di lettura per decodificare gli scritti di una certa organizzazione segreta.


Immagine nella pagina:
Ritratto di Bérenger Saunière

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Aprile-Settembre 2008 (Numero 10)

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Verdi seduto su una poltrona fatta con gli spartiti delle sue opere, caricatura di F. Bianco (particolare)

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