Il villaggio del mistero

di Andrea Trentini

Ritornato a Rennes-le-Château, Saunière proseguì i restauri della chiesa e si dedicò a svariate bizzarrie fra cui la cancellazione di una lapide tombale rinvenuta durante i lavori e che pare riportasse in qualche modo gli stessi messaggi contenuti nelle pergamene. Inoltre iniziò un voluminoso scambio di lettere con corrispondenti sconosciuti che risiedevano un po’ un tutta Europa. Intavolò misteriose transazioni con varie banche. Una di queste mandò addirittura un rappresentante da Parigi a Rennes-le-Château solo per occuparsi degli affari di Saunière. Poi, nel 1896, cominciò a spendere a piene mani fino al 1917, anno della sua morte. Finanziò opere pubbliche, fece costruire una torre, Torre Magdala e una ricca casa di campagna, Villa Betania, dove non abitò mai. La chiesa non venne soltanto restaurata, ma decorata in modo decisamente bizzarro. Sull’architrave, sopra l’ingresso, venne posta un’iscrizione latina:

TERRIBILIS EST LOCUS ISTE
(Questo luogo è terribile)

Appena dentro fu eretta, come piedistallo per l’acquasantiera, una statua raffigurante il demonio Asmodeo, custode dei tesori nascosti e, secondo l‘antica leggenda ebraica, costruttore del tempio di Salomone. Le tavole raffiguranti la Via Crucis erano, e sono tutt’ora, visibili, ognuna caratterizzata da qualche strana incoerenza, qualche aggiunta inspiegabile, qualche deviazione flagrante o sottile rispetto alla versione tradizionale delle Scritture. Per esempio, nell’VIII Stazione, c’è un bambino avvolto in stoffa scozzese. Nella XIV Stazione, dove si vede il corpo di Gesù portato nella tomba, lo sfondo è un buio cielo notturno con la luna piena. Che cosa si vuole indicare? Che il corpo viene portato fuori dal sepolcro anziché nel suo interno? Furono collocate le statue di Santa Germana, San Rocco, Sant’Antonio da Padova e Sant’Antonio Abate che, collegate fra loro da una M immaginaria (di Magdala?), incontrano l’effige dell’evangelista Luca e le cui iniziali, lette in sequenza, compongono la parola GRAAL, termine con cui una certa tradizione denomina la coppa che Gesù avrebbe usato per instaurare l’Eucarestia e successivamente avrebbe contenuto il suo sangue sgorgato dalle ferite inferte dalla crocifissione.

Mentre era impegnato in questi lavori di rifacimento Saunière continuava a spendere in maniera stravagante. Offriva banchetti sontuosi ai suoi parrocchiani, riceveva molti ospiti illustri tra cui non mancava Emma Calvé. Ma forse l’ospite più di riguardo tra i visitatori dell’ignoto prete di campagna fu l’arciduca d’Asburgo, cugino dell’imperatore d’Austria Francesco Giuseppe. In seguito, i documenti bancari rivelarono che Saunière e l’arciduca avevano aperto due conti consecutivamente lo stesso giorno, e che il secondo aveva fatto a favore del primo un versamento molto sostanzioso.

All’inizio le autorità ecclesiastiche finsero di non vedere. In seguito, quando si tentò di chiarire il suo comportamento, Saunière reagì e la cosa si trascinò con alterne vicende compreso il coinvolgimento del Vaticano.


Immagine nella pagina:
Nicolas Poussin, Les Bergers d’Arcadie, 1640 ca., Museo del Louvre, Parigi

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Aprile-Settembre 2008 (Numero 10)

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Verdi seduto su una poltrona fatta con gli spartiti delle sue opere, caricatura di F. Bianco (particolare)

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