Non esiste purtroppo un’appartenenza ad un progetto organico più ampio, anche se esistono sporadici tentativi quasi sempre fallimentari da parte di enti comunali, provinciali e regionali.
Nel passato invece le condizioni socio-economiche in cui si viveva diventarono essenziali per lo sviluppo dei movimenti associativi, che investirono soprattutto le classi lavoratrici. Ad esempio, nella seconda metà dell’Ottocento, dopo il processo di industrializzazione e di formazione dello Stato unitario che portarono profondi cambiamenti economici e sociali, nacquero le prime Società di Mutuo Soccorso in moltissime città italiane. Erano tante e diversificate negli scopi, assistenza, beneficenza, mutualità, e permisero la creazione di luoghi di ritrovo, di cultura, di istruzione e formazione politica, favorendo certamente una presa di coscienza sociale piuttosto unitaria. A fine secolo ci fu addirittura un tentativo di coordinamento a livello nazionale, costituendo nel 1899 la Federazione Italiana delle Società di Mutuo Soccorso.
È vero che i tempi erano altri, le idee completamente diverse, ma una riflessione non può che aiutare in questo senso tutti gli operatori nel settore.
Le Associazioni, che fortunatamente con i decenni non hanno perso la caratteristica di essere ricche di spunti e motivazioni culturali, non sono oggi sempre valorizzate. Eppure si distinguono per la tenacia e la volontà di sensibilizzazione verso una consapevolezza di valori, verso l’apertura e il confronto continuo. Ogni associazione, nel suo stile, dovrebbe cercare di adottare modalità di comportamento all’insegna della tolleranza, del dialogo e del confronto rispettoso verso l’altro e la diversità, facendo leva sullo scopo per cui è nata, diffusione della musica, della danza, dell’arte figurativa, della cultura culinaria… Ed è interessantissimo conoscere le realtà che operano in campi molto lontani dal nostro…
In questa dimensione nasce 8cento, la nostra associazione che va a proseguire le attività fino ad ora promosse dalla Società di Danza-Circolo Bolognese.
Rispetto a quanto scritto 8cento non vuole intendersi un kamikaze che tenta un suicidio all’interno di una società troppo sorda alle istanze delle realtà associative.
Forte di un sentire condiviso da molti attraverso la promozione della Cultura e la valorizzazione degli eventi e dei momenti culturali, 8cento si lancia in un’operazione impegnativa. Tuttavia 8cento comincia da una situazione fortunata ereditando il patrimonio della Società di Danza-Circolo Bolognese, composto da una fusione di energie positive e affiatate nel concordare che il Tempo Libero, oltre ad essere un arricchimento interiore dell’individuo in armonia con i propri simili, con la società e con il contesto culturale, è un diritto irrinunciabile.
In quest’ottica è proprio vero che l’otium, il momento libero, riservato un tempo alla minoranza, diventa patrimonio di tutti, e recupera il suo significato originario e autentico di affrancamento non solo dalla fatica, ma di emancipazione dall’ignoranza. E noi cerchiamo di recuperare questo affrancamento con la Cultura di Danza.
Lunga vita a 8cento!
Immagine nella pagina:
Logo dell'Associazione Culturale 8cento
Con il patrocinio del Comune di Bologna