Gioachino Rossini

Curiosità e aneddoti su un genio della musica, e non solo...

di Gianna Daniele

Fra i commensali, grande varietà, ma tutti nel tono sopracuto della rinomanza: artisti e principi, uomini di stato e letterati, signore possibilmente belle e scienziati, gente di teatro e gente del cosiddetto gran mondo parigino e internazionale. Vi passano l’ineffabile fedelissimo maestro Carafa (veramente Carafa non vi passa: vi resta. È inamovibile e presente a ogni pranzo), i maestri Meyerbeer, Auber, Thomas, Saint-Saëns, Giuseppe Verdi quando si trova a Parigi di passaggio o per l’allestimento di qualche opera sua; Auber e Saint-Saëns conversatori brillanti, Giuseppe Verdi taciturno; il principe Poniatowski, l’amico dei giorni fiorentini: Alessandro Dumas che ha allora passato la cinquantina ed è sempre vulcanico, divertentissimo, originalissimo, carico di gloria, di idee e di debiti, nonostante i favolosi guadagni; Gustavo Doré, il grande disegnatore che é anche conversatore spiritoso e ottimo cantante; l’amico Michotte che ha la specialità dei concerti sull’orlo dei bicchieri; il suonatore di corno Vivier, impagabile animatore di scenette umoristiche; l’abbondante primadonna Maria Alboni, abbondante di voce e di curve; Giulietta Grisi, la Borghi-Mamo, la Fodor; la famosissima Maria Taglioni, la figlia del danzatore milanese Filippo, colei che a furia di ballare sulle punte si era elevata fino a contessa, contessa Gilbert de Voisins: aveva ormai cinquant’anni, ma di quando in quando, si lasciava ancora convincere a accennare qualche passo di danza in casa Rossini; Adelina Patti, tutta sorrisetti, graziette, capriccetti e trilli; il violinista genovese Camillo Sivori che segue le orme dell’irraggiungibile Paganini; i cantanti Mario, Tamburini, Tamberlick, Badiali, il giovanissimo Arrigo Boito col suo compagno di studi Franco Faccio, l’editore Ricordi, il maestro Florimo, l’amico fraterno, il confidente di Vincenzo Bellini, il barone Rothschild, il barone Haussmann che sta cambiando la fisionomia architettonica di Parigi, il cantante e critico Scudo...

Presiede il Maestro, con la solennità di un patriarca, ma la solennità è soltanto nella figura prelatizia perché subito egli si lascia andare alla più agile e divertente e spiritosa conversazione, eccitando e trascinando lo spirito degli altri col suo brio, la vivezza delle trovate e la inesauribile vena. Olimpia assiste con sussiego e ha la mania e la pretesa di venire onorata come il Maestro e qualche disattento che non le rivolga complimenti bastevoli, viene radiato dalla lista dei frequentatori. (Arnaldo Fraccaroli, Rossini, 1942).

Caravaggio (Miniatura 219x120 px)

E se Rossini si mostrava sempre vivace e particolarmente generoso, la signora Olimpia pare non fosse dello stesso parere… splendidi vassoi, ricolmi di invitante frutta fresca, figuravano, di norma, in mezzo alla tavola da pranzo, ma in casa Rossini non si arrivava quasi mai alla frutta, perché succedeva sempre qualcosa o la signora Olimpia veniva colta da malessere improvviso ed allora, alzatasi da tavola, tutti facevano la stessa cosa o giungeva l’annuncio di una visita imprevista e l’attenzione veniva rivolta altrove. Una sera, il maestro Florimo, da buon napoletano volle andare in fondo alla questione e, allungata una mancia al cameriere, gli chiese spiegazione su quanto normalmente accadeva. La ragione è semplice - ammiccò questi - madama prende la frutta a nolo e poi deve restituirla. (ibidem)


Immagine nella pagina:
Caravaggio, Canestro di frutta (particolare)

Fine.
Precedente 1 | 2 | 3 Successiva

Gennaio-Marzo 2009 (Numero 12)

Comune di BolognaCon il patrocinio del Comune di Bologna
Incisione di H. Adlard su disegno dell'architetto J. Oates

© 2005 - 2026 Jourdelo.it - Rivista storico culturale di 8cento

Registrazione Tribunale di Bologna n. 7549 del 13/05/2005 - Direttore Resp. Matteo Ceraolo

🕑