A noi non resta che soffrire

Antonio Bajamonti, mirabile cittadino e Podestà di Spalato Italiana

di Andrea Olmo

Solo e oberato dai debiti, si spense nella natia Spalato il 13 gennaio 1891; poco prima di morire, pronunciò una frase che riassume tutto il suo senso di profonda sconfitta: A noi Italiani di Dalmazia, - disse, infatti - non resta che soffrire! Il cordoglio fu unanime in tutta l’Istria e la Dalmazia, e anche i giornali del Regno d’Italia dedicarono ampi spazi a questa figura di patriota. 12_bajamonti03 Perfino alcuni uomini politici e giornali slavi, riconobbero il valore di Antonio Bajamonti, e la sua dedizione a Spalato e alla terra dalmata. È importante ricordare, per dare il senso del calvario dell’etnia italiana nella Dalmazia di quegli anni, il messaggio quasi disperato inviato per i funerali del Bajamonti dai giovani italiani di Cattaro, la città più meridionale e lontana della Dalmazia: Gioventù di nazionalità italiana di Cattaro, piangendo venerando patriota, augura che l’esempio da lui dato non rimanga infecondo.

Purtroppo, questo grido di dolore rimase inascoltato: anche dopo morto, il povero Bajamonti era destinato a continuare a subire angherie, poiché la sua memoria fu a lungo infangata dai governi austriaci prima, e da quelli jugoslavi poi, mentre in Italia il suo nome finì tristemente nell’oblio insieme al ricordo dell’italianità dalmata.

Immagine nella pagina:
Fontana de Bajamonti, Spalato, distrutta nel 1947

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Gennaio-Marzo 2009 (Numero 12)

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