Solo e oberato dai debiti, si spense nella natia Spalato il 13 gennaio 1891; poco prima di morire, pronunciò una frase che riassume tutto il suo senso di profonda sconfitta: A noi Italiani di Dalmazia, - disse, infatti - non resta che soffrire! Il cordoglio fu unanime in tutta l’Istria e la Dalmazia, e anche i giornali del Regno d’Italia dedicarono ampi spazi a questa figura di patriota. 
Purtroppo, questo grido di dolore rimase inascoltato: anche dopo morto, il povero Bajamonti era destinato a continuare a subire angherie, poiché la sua memoria fu a lungo infangata dai governi austriaci prima, e da quelli jugoslavi poi, mentre in Italia il suo nome finì tristemente nell’oblio insieme al ricordo dell’italianità dalmata.
Immagine nella pagina:
Fontana de Bajamonti, Spalato, distrutta nel 1947
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