Alcuni accenni storici sono fondamentali e devo ricorrere a qualche importante citazione perché l‘argomento è delicato e bistrattato. Questo scritto suonerà quindi un po’ impersonale ma prometto (o minaccio) che chiederò a Joudelò di ospitarmi ancora per qualcosa di più soggettivo.
Ai Sumeri che abitarono l’odierno Iraq fin dal 5000 a.C. dobbiamo la nascita di questa antica Scrittura Celeste così come è stata definita dallo studioso di Assirologia e Sumerologia Giovanni Pettinato da cui apprendiamo che non solo è indiscutibile l’origine sumerica dei nomi delle varie costellazioni dello Zodiaco, ma anche la loro datazione al III millennio a.C. A quelle popolazioni è attribuibile anche l’inizio dell’interpretazione dell’oroscopo personale (configurazione del sistema solare alla nascita), che si credeva iniziata nella civiltà greca; l’oroscopo babilonese più antico a noi pervenuto risale al 410 a.C.
Il cammino è lungo e quindi dobbiamo procedere a tappe forzate e solo per accenni.
Lo faremo con una fermata certo fondamentale nella Grecia classica, dove le conoscenze si svilupparono ulteriormente. Il passaggio avvenne forse grazie a Berosso, che fondò a Kos intorno al 281 a.C. una scuola di astrologia. Ancora Giovanni Pettinato: la differenza essenziale tra astrologia greca e caldea consisteva nel fatto che mentre per i Greci i presagi negativi erano inevitabili perché determinati da quel fato che sovrasta pure ogni potere divino, in Mesopotamia gli stessi presagi potevano essere rivoltati grazie alle preghiere, ai rituali.
Raggiungere Roma a questo punto è relativamente breve: gli imperatori romani non disdegnarono di occuparsi del movimento dei pianeti e anzi se ne servirono a scopi politici. Successivamente alla fine dell’Impero Romano d’Occidente (476), fu il mondo islamico a curare e conservare gli studi di astrologia. Uno dei capolavori degli studiosi musulmani consiste proprio nel saper fondere la complessa astronomia indiana e cinese con quella ellenistica e babilonese, integrandole in un nuovo contesto religioso. Dobbiamo loro inoltre l’approfondimento nel campo della misurazione e della catalogazione di dati astronomici utili all’elaborazione dell’oroscopo (o tema natale).
La nostra epoca si avvicina. Vi stupirà, come ha stupito me, sapere che questa disciplina è stata insegnata nelle Università europee e Bologna fu in primissimo piano? Da Fabrizio Bonoli e Daniela Piliarvu rilevo che la presenza del primo studioso a Bologna risale al 1125, anche se non si può affermare che egli abbia realmente insegnato Astronomia o Astrologia. Fu comunque intorno al 1250 che cominciarono a comparire le due denominazioni e risalgono al 1297 le prime lezioni documentate all’Università di Bologna, così come recita anche la presentazione online della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali.
Immagine nella pagina:
Tavola religiosa babilonese del XVII sec. a.C.
Con il patrocinio del Comune di Bologna