Un secolo senza cielo?

di Marta Gellini

Alcuni accenni storici sono fondamentali e devo ricorrere a qualche importante citazione perché l‘argomento è delicato e bistrattato. Questo scritto suonerà quindi un po’ impersonale ma prometto (o minaccio) che chiederò a Joudelò di ospitarmi ancora per qualcosa di più soggettivo.

Tavola religiosa Babilonese (Miniatura 313x827 px)Ai Sumeri che abitarono l’odierno Iraq fin dal 5000 a.C. dobbiamo la nascita di questa antica Scrittura Celeste così come è stata definita dallo studioso di Assirologia e Sumerologia Giovanni Pettinato da cui apprendiamo che non solo è indiscutibile l’origine sumerica dei nomi delle varie costellazioni dello Zodiaco, ma anche la loro datazione al III millennio a.C. A quelle popolazioni è attribuibile anche l’inizio dell’interpretazione dell’oroscopo personale (configurazione del sistema solare alla nascita), che si credeva iniziata nella civiltà greca; l’oroscopo babilonese più antico a noi pervenuto risale al 410 a.C.

Il cammino è lungo e quindi dobbiamo procedere a tappe forzate e solo per accenni.

Lo faremo con una fermata certo fondamentale nella Grecia classica, dove le conoscenze si svilupparono ulteriormente. Il passaggio avvenne forse grazie a Berosso, che fondò a Kos intorno al 281 a.C. una scuola di astrologia. Ancora Giovanni Pettinato: la differenza essenziale tra astrologia greca e caldea consisteva nel fatto che mentre per i Greci i presagi negativi erano inevitabili perché determinati da quel fato che sovrasta pure ogni potere divino, in Mesopotamia gli stessi presagi potevano essere rivoltati grazie alle preghiere, ai rituali.

Raggiungere Roma a questo punto è relativamente breve: gli imperatori romani non disdegnarono di occuparsi del movimento dei pianeti e anzi se ne servirono a scopi politici. Successivamente alla fine dell’Impero Romano d’Occidente (476), fu il mondo islamico a curare e conservare gli studi di astrologia. Uno dei capolavori degli studiosi musulmani consiste proprio nel saper fondere la complessa astronomia indiana e cinese con quella ellenistica e babilonese, integrandole in un nuovo contesto religioso. Dobbiamo loro inoltre l’approfondimento nel campo della misurazione e della catalogazione di dati astronomici utili all’elaborazione dell’oroscopo (o tema natale).

La nostra epoca si avvicina. Vi stupirà, come ha stupito me, sapere che questa disciplina è stata insegnata nelle Università europee e Bologna fu in primissimo piano? Da Fabrizio Bonoli e Daniela Piliarvu rilevo che la presenza del primo studioso a Bologna risale al 1125, anche se non si può affermare che egli abbia realmente insegnato Astronomia o Astrologia. Fu comunque intorno al 1250 che cominciarono a comparire le due denominazioni e risalgono al 1297 le prime lezioni documentate all’Università di Bologna, così come recita anche la presentazione online della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali.


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Tavola religiosa babilonese del XVII sec. a.C.

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Aprile-Settembre 2009 (Numero 13)

Comune di BolognaCon il patrocinio del Comune di Bologna
La Rana Giornale umoristico popolare illustrato, 1 giugno 1866

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