A proposito dell’Università bolognese, gli stessi autori ci informano che Partendo dal medioevo, l’astronomia di questo periodo comprende sia la parte [...] relativa allo studio dei corpi celesti e dei loro movimenti, sia l’astrologia che studia gli influssi [...] sugli eventi umani. [...] Nel Trecento la cattedra di Astrologia è considerata una tra le più importanti, avendo tale materia uno straordinario riflesso diretto negli studi medici. [...] i Lettori trecenteschi e quattrocenteschi non sono solo Lettori di Astrologia, ma insegnano anche altre discipline, soprattutto Medicina e Filosofia, a testimonianza del fatto che i limiti delle varie scienze non sono ancora ben delineati.
Dobbiamo procedere e serve un salto acrobatico: ci soffermiamo sulla scoperta, in Macedonia nel 1463, di una raccolta greca del Corpus Hermeticum, un compendio di scritti risalenti ai primi secoli dell’era cristiana attinenti alla rivelazione del dio Ermete. So che suona tutto così lontano ma lo è meno di quel che sembra. Il pensiero ermetico (al contrario del pensiero logico che è conseguente) procede per associazioni e riveste una importanza enorme quando si trattano simboli, per di più arricchiti di molti significati nel loro percorso attraverso le varie civiltà.
Un’altra tappa fondamentale fu la diffusione in Europa della stampa a caratteri mobili che consentì, nonostante l’analfabetismo, la diffusione in larga scala di pronostici astrologici.
Il Rinascimento vide il fiorire di tutte le arti ivi inclusa quella che cercava di trovare un significato ai movimenti nel cielo. Se ne occuparono fra gli altri Copernico (che studiò anche a Bologna), Girolamo Cardano, Luca Gaurico, Keplero. Tutt’ora conserviamo nella prestigiosa Biblioteca Universitaria di Bologna previsioni astrologiche che spaziano dal 1479 al 1506 redatte da figure di grande spicco.
Il mondo cattolico era assolutamente in primo piano e in effetti lo era sempre stato pur se a più riprese, fin dal 365, aveva proibito gli oroscopi. Papa Leone X, per esempio, nel 1520 istituì una facoltà di Astrologia all’Università La Sapienza di Roma. Diversi altri Papi nei secoli si sono rivolti al sapere astrologico, anche se non furono sempre motivati dalla sola sete di conoscenza (e la nostra città avrebbe da raccontare la sua a questo proposito). Dalle mie letture ho ricavato l‘impressione che nei secoli le critiche più aspre della Chiesa fossero rivolte alle previsioni che possono condizionare la nostra vita o al vedere i pianeti come agenti diretti e non alla possibilità di dare un significato agli avvenimenti servendosi delle configurazioni astrali.
Il passaggio ora è critico perché ovviamente l’occasione di sviluppo fornita dalla diffusione della stampa consentì un grande progresso anche alle arti e alle scienze che si avvalevano del pensiero logico, del suo procedere per causa ed effetto. A seguito del progredire delle conoscenze mediche lo studio del linguaggio degli astri perse valore scientifico non essendo più al servizio della medicina pur se non mancò anche in seguito la presenza di grandi personaggi.
Immagine nella pagina:
I pianeti del sistema solare
Con il patrocinio del Comune di Bologna