Si lavorò dunque perché l’incontro fosse risolutivo in prima istanza e si potessero trovare accordi da rendere subito operativi, evitando le paludi degli interessi locali.
Finalmente, nella più grande segretezza, si decisero data e luogo dell’incontro: 28 settembre, presso la residenza di Luigi Loup.
Giocarono a favore di palazzo Loup la sua collocazione strategica dal punto di vista geografico, che lo rendeva facilmente raggiungibile alle varie delegazioni, e il rapporto di amicizia che legava il suo proprietario ai massimi esponenti bolognesi del Risorgimento.
Quella sera si incontrarono Bettino Ricasoli (Ministro degli Interni del Governo provvisorio del Granducato di Toscana), Luigi Carlo Farini (Commissario Regio a Modena su nomina di Cavour), Leonetto Cipriani (Governatore dell’Emilia), Marco Minghetti (Presidente dell’Assemblea Nazionale dei Rappresentanti del Popolo delle Romagne) e Rodolfo Audinot (Vice presidente dell’Assemblea delle Romagne), che conclusero l’accordo che aboliva le barriere doganali e sanciva l’adozione della moneta unica italiana (la Lira italiana) in vista della futura unificazione sotto Vittorio Emanuele II.
Fu soprattutto la lungimiranza politica e la totale estraneità ad interessi di parte dei convenuti, nonché lo slancio patriottico che li accomunava, che rese possibile l’atto che decise il destino del nuovo Regno d’Italia.
Il 12 ottobre Mosburg, Segretario della Legazione francese a Firenze, scrisse così al proprio Ministro degli esteri: Il Monitore Toscano ha pubblicato il decreto che sopprime le barriere doganali tra la Toscana, Modena e le Legazioni. Queste disposizioni sono entrate in vigore a partire dal giorno 2 di questo mese. Il decreto relativo alla libera circolazione, senza obbligo di passaporti tra gli Stati governati nel nome del Re di Sardegna verrà pubblicato tra qualche giorno. Il recente incontro dei triumviri a Lojano ha portato i suoi frutti, ed i governi di Modena e Bologna hanno intrapreso la stessa strada di quello fiorentino. L’Italia centrale, completamente assimilata al Piemonte sotto il profilo delle dogane, delle monete, dei passaporti, della amministrazione, della giustizia etc., non ha che da compiere un passo per essere una provincia del grande Regno di Sardegna.
Di quel convegno non è rimasta traccia sotto forma di documento ufficiale sottoscritto dagli astanti, ma gli accordi che furono presi ed onorati nelle successive settimane posero le basi per il superamento della frammentazione geo-politica che caratterizzava l’Italia del periodo, rendendo ineluttabile l’Unità d’Italia.
Immagini nella pagina:
Moneta da 2 centesimi del 1861
Lapide commemorativa del 28 settembre 1859
Con il patrocinio del Comune di Bologna