Il Giardino delle VanitàIl Conte di Montetristo (3/5)

III parte

di Giuseppe Bergivaldi

X - LA SAGRA FERRARESE

Nell’autunno del 1841 il generale Maurice de Maurices, accompagnato dalla consorte nonché contessa Françoise de Mala Pierre, erano in Italia, a Ferrara, ospiti dei duchi Dario e Luisa della Zucca. Erano ospiti d’onore alla festa della Salama da Sugo che si svolgeva in quel periodo. La loro presenza comportava di partecipare alle varie feste danzanti che si tenevano nei più influenti salotti della città.

Castello Ferrara (Miniatura 219x156 px)Fu al ricevimento nella villa della nobildonna Carla detta la Francese, per i rapporti che aveva intrecciato con quella nazione fin dal passaggio delle truppe napoleoniche, che i de Maurices conobbero un affascinante personaggio che fu loro presentato come il conte di Montetristo. La festa risultò un poco moscia, ma la conversazione con il signor di Montetristo fu talmente interessante che i de Maurices lo pregarono di seguirli presso la dimora dei duchi della Zucca per continuare la serata così meravigliosamente avviata.

Le rispettive carrozze si mossero una di seguito all’altra quando, appena fuori dalla cinta muraria di Ferrara, la carrozza di Maurice e Françoise si dovette fermare a causa della fuoriuscita del cerchio di ferro di una ruota. Una buca più grande delle altre aveva messo in crisi il trasferimento. La carrozza del conte era troppo piccola per tutti, e per chiunque avesse dovuto aspettare a terra sarebbe stata un’offesa. La sera stava calando e, causa la giornata festiva, non si sarebbe trovato un fabbro fino all’indomani.

Fu allora che il conte, rispolverato l’antico mestiere, riparò il guasto senza nemmeno togliersi i guanti. In realtà questo segno di grande aristocrazia era un espediente cui il conte di Montetristo aveva giurato di attenersi scrupolosamente per non mostrare le antiche ferite alle mani che avrebbero potuto identificarlo per André Trentignac. Fu così che lo stupore si aggiunse allo stupore, la serata fu salva e i coniugi de Maurices si considerarono in debito con il conte. Questi ringraziò e affermò che l’occasione si sarebbe presentata in primavera quando egli aveva in animo di trasferirsi per un certo periodo a Parigi ed allora avrebbe avuto bisogno di qualcuno di influente per essere introdotto nell’alta società.

...continua

Fine.
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Ottobre-Dicembre 2009 (Numero 14)

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