Ancora nel 1833 la Cittadella divenne la prigione di Andrea Vochieri, membro della Giovine Italia di Giuseppe Mazzini.
Con la seconda guerra d’Indipendenza la Cittadella, insieme ad altre opere costruite tra il 1855 e il 1857, divenne il fulcro del sistema difensivo e il centro logistico dell’armata francese di Napoleone III, accorsa in aiuto del Piemonte attaccato dall’Austria.
Nel 1867 vi soggiornò anche Giuseppe Garibaldi poco prima che il governo Rattazzi lo esiliasse a Caprera.
Dall’unificazione in poi la Cittadella di Alessandria perse lentamente importanza; nonostante i vari piani di difesa l’opera non è stata più ammodernata né rafforzata. La presenza costante di un presidio militare al suo interno ne ha comunque permesso la sua conservazione nel tempo.
Oggi la Cittadella viene aperta solo in particolari giorni dell’anno per consentire a tutti di visitare un aspetto importante della storia italiana e un complesso di edifici di notevole fattura.
Sabato 5 giugno, 8cento avrà l’onore di realizzare il Gran Ballo dell’Unità d’Italia in Piazza d’Armi offrendo l’occasione per riscoprire emozioni, abbinando Storia, Cultura e Danza ottocentesca, dando luce e spessore alle tappe risorgimentali che ruotarono intorno alla vita di Urbano Rattazzi, figlio di Alessandria e primo Presidente della Camera dell’Italia Unita.
Una sceneggiatura appositamente studiata su documenti epistolari di Rattazzi porterà alla luce fatti, vicende e cronache, rievocando atmosfere ed eventi che fecero la storia dell’Italia di allora.
Con il patrocinio del Comune di Bologna