Il Giardino delle VanitàIl Conte di Montetristo (4/5)

IV parte

di Giuseppe Bergivaldi

XII - SCANDALI

Oltre al palazzo sui Campi Elisi, Montetristo aveva acquistato una residenza di campagna per l’estate. Era in stato di abbandono ed era appartenuta alla famiglia de Mala Pierre. Risistemò tutta la proprietà a tempo di record ed organizzò un pranzo in giardino per l’inaugurazione. Mentre tutti si congratulavano per il risultato dei lavori di ristrutturazione il conte si soffermò su di un particolare ritrovamento che aveva voluto conservare. Dopo il pranzo si offrì di far visitare la casa agli ospiti e li portò a vedere il famoso ritrovamento. Si trattava di un vecchio abito da ballo che tutti ben conoscevano perché appartenuto alla marchesa Marinelle de Cucù, consorte del già conosciuto marchese Édouard. residenza (Miniatura 219x117 px)L’abito, misteriosamente sparito prima di un grande evento danzante quando era presso la famosa sartoria Laboratoire de Coupage, aveva provocato scandalo per la baronessa e guai per la sartoria. Alla vista del famoso reperto la contessa de Maurices fu colta da malore, la marchesa Marinelle, anch’essa presente, sbottò in uno scoppio d’ira mentre gli altri invitati sghignazzavano più o meno velatamente. La presenza di quell’abito in quella casa, dove era stato evidentemente dimenticato, imponeva delle spiegazioni che si sarebbero pretese nei modi e con le formalità che l’etichetta imponevano. Uno scherzo innocente, finito nel dimenticatoio, rischiò di trasformarsi in una crisi di governo.

Quest’ultimo scandalo contribuì ulteriormente ad esaltare i sentimenti contrastanti che si provavano nei confronti di Montetristo. I vecchi congiurati, sempre uniti nel colpire le persone sgradite, avevano cominciato ad avviare nei confronti del conte alcune indagini informali, quando un nuovo scandalo colpì l’alta società parigina. Su di un quotidiano a larga tiratura era apparsa una notizia secondo la quale un noto generale che non era ancora stato identificato, ma che si sapeva avesse fatto carriera in Corsica, gestiva segretamente un commercio di prodotti tipici sardi. Ma il fatto grave era che, con l’importazione di Filu e Ferru e di quarti di purceddu sotto sale, questi copriva la diffusione del mensile bonapartista “Cappitto mi hai?”.

Il mensile, redatto in Corsica ma stampato in Sardegna era la spina nel fianco dell’innominabile capo della polizia segreta. Nomi non se ne facevano ma il sospetto cominciò a serpeggiare anche fra i congiurati stessi. Era stato coinvolto nelle indagini sul conte anche il barone Serge de la Tributaire, ma non era emerso nulla nemmeno sul lato fiscale. Questi però decise di non mollare e fu così che durante una festa da ballo, dove Montetristo incantava le dame per la sua perizia e infastidiva i cavalieri per la sua supposta alterigia, qualcuno si lasciò sfuggire una voce di troppo che portò inequivocabilmente al barone Serge.

La richiesta di soddisfazione fu immediata. La sola divulgazione di insinuazioni tendenziose era, per Montetristo da lavare col duello.

Il luogo preposto era una nota radura all’interno de Bois de Boulogne. L’orario le sei del mattino e l’arma il Pas de Basque da eseguire fino allo sfinimento di uno dei contendenti. All’orario stabilito il conte di Montetristo e il barone Serge de la Tributaire erano pronti al duello accompagnati dai rispettivi padrini. Era presente anche il dottor Andrea dell’Olmatello per rianimare il perdente. Montetristo ebbe facilmente ragione del rivale e, in segno di disprezzo e superiorità assoluta nei confronti del perdente, se ne andò con lo stesso passo di danza che il duello prevedeva.

Naturalmente la notizia, che si era rapidamente diffusa in città, contribuì ad accrescere ulteriormente l’ammirazione e il risentimento nei confronti del conte.

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Gennaio-Marzo 2010 (Numero 15)

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