XIII - CONFIDENZE
Intanto i tentativi di indagine su Montetristo segnavano il passo. Nessuna notizia di frequentazioni sentimentali. Non un appiglio qualsiasi che potesse essere montato e trasformato in uno scandalo. Non lo si poteva accusare di nulla e i congiurati continuavano a frequentarlo con la segreta speranza di riuscire a coglierlo in fallo. Durante queste frequentazioni, Montetristo si era lasciato sfuggire alcune informazioni circa l’invenzione su cui stava lavorando il conte Fabricius a Boulogne. Disse che, in base alle proprie conoscenze scientifiche, riteneva che quest’ultima invenzione avrebbe funzionato egregiamente. Indicò loro le infinite possibilità di sfruttamento che un congegno simile poteva assicurare. Aveva confidato che lui aveva una mezza opzione per l’acquisto del congegno appena fosse stato ultimato anche se l’interessamento di altri possibili acquirenti avrebbe alzato il prezzo.
XIV - PREPARATIVI
Intanto si avvicina la fine dell’autunno e con questo l’evento danzante dell’anno. Si trattava del Gran Ballo di Natale che, istituito negli anni appena successivi alla rivoluzione, era ormai entrato nella tradizione. Naturalmente ad organizzarlo era stata incaricata la maestra Alecsieia e questa volta l’evento sarebbe stato memorabile anche perché sarebbe stato divulgato l’atteso nuovo nome della sua scuola di danza che si sarebbe futuristicamente chiamata 9cento. Era nota a tutti la partecipazione del conte di Montetristo, che aveva chiesto ed ottenuto di fare eseguire una serie di danze di sua creazione. Per l’occasione era stata invitata l’alta società di Boulogne con cui i cospiratori erano rimasti in contatto, un po’ per l’antica amicizia un po’ per dimostrare loro la superiorità dell’ambiente parigino.
Nei giorni che precedono il ballo c’era grande agitazione. Ognuno dei partecipanti cercava di contribuire a modo suo alla riuscita dell’evento.
Il conte Renato di Longamano, vecchio tombeur de femmes, intensificava le sue attenzioni nei confronti dell’ultima fanciulla che aveva recentemente debuttato nell’ambiente della danza per poterla accompagnare al ballo. Donna Marta del Cartocc’ interrogava gli astri per cogliere i migliori vaticini. La marchesa Marinelle de Cucù impartiva lezioni di dizione al signor Montetristo che ne aveva un po’ bisogno in quanto il suo Francese, apparentemente esotico e in parte italianizzato, in realtà risentiva dell’ambiente in cui era cresciuto. Il conte Fabricius, che conosceva direttamente la maestra Alecsieia per avere quest’ultima frequentato in passato il salotto di sua moglie, la contessa Jeanne, si era attivato per presentare al ballo una sua invenzione rivoluzionaria. Un congegno innovativo di sicuro successo che avrebbe sostituito i musicisti. La riuscita del nuovo congegno avrebbe proiettato la festa e tutto l’ambiente nel futuro. Il marchingegno era costituito da una grossa bottiglia, della capacità di una pinta napoleonica, in cui erano state inserite una serie di spirali di filo di rame immerse in una soluzione salina con l’aggiunta di aceto quanto bastava. Dal tappo, debitamente a corona perché si pensava di dedicare l’invenzione al re di Francia, fuoriuscivano due coppie di fili di rame, una collegata ad un piccolo imbuto, l’altra ad un altro imbuto enormemente più grande.
Sollecitando con una scintilla l’imbuto piccolo si potevano inserire nella bottiglia un certo numero di brani musicali appositamente eseguiti da un’orchestra. Viceversa, sollecitando nello stesso modo l’imbuto più grande, gli stessi brani si potevano riascoltare. Purtroppo non era ancora possibile scegliere i brani da ascoltare perché questi uscivano secondo un ordine casuale e i danzatori non avrebbero avuto tempo e modo di recuperare il partner annotato sul carnet degli inviti. Era comunque un grande passo tecnologico che poteva essere perfezionato e intanto utilizzato per stupire i presenti. Sfortunatamente, i musici non comprendevano la portata dell’invenzione e per paura di perdere il lavoro si erano coalizzati e non si presentavano per la registrazione dei brani. La questione era complicata, le notizie che arrivavano da Boulogne erano contraddittorie, sicché le voci che circolavano contribuivano ad elettrizzare l’attesa.
...continua
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