Era un appuntamento settimanale anche la gita in città. Quella mattina, il sole acceso invogliò la signora Berthe a spendere una visita a Palazzo Diamanti, per ammirare qualche Primizia. Fece chiamare la carrozza con i Due cavalli bianchi, i suoi preferiti. L’accompagnai volentieri, felice di conoscere le meraviglie artistiche della nuova città e di carpirne l’atmosfera, con le sue strade, le piazze, ma soprattutto i bei ponti di cui tanto avevo sentito parlare.

Presa dal nobile sentimento della bellezza, con entusiasmo volsi lo sguardo oltre la città, verso un cielo sognante; catturata dalla meraviglia volevo essere un pittore di talento, ardito e lesto e poter imprimere su tele quelle straordinarie suggestioni. Un artista di conoscenza e di esperienza, seguace fervido del principio dell’osservare, come atto risolutivo a definire i termini della Bellezza.
Un pittore del Tocco che in un sol lampo riesce a scrivere di questa vita sempre in continua mutazione in continuo movimento, una vita di uomini e donne.
Persa in quell’istante eterno scrissi: La matita sarà inzuppata del succo della vita – non si vedranno più linee misurate col compasso, ma forme animate espressive, logicamente dedotte le une dalle altre.
Quel giorno sentii lieve un sorso di felicità.
Immagine nella pagina:
Giovanni Boldini, La cantante mondana (particolare), 1884 ca.
Con il patrocinio del Comune di Bologna