Incursioni temporaliProperzia de' Rossi

Una scultrice a Bologna nell'età di Carlo V

di Vera Fortunati - Irene Graziani estratto a cura di Gabriella Lupi

Properzia infrange la certezza di questa prova, provocando meraviglia e invidia, come racconta esplicitamente Vasari e si evince anche dai documenti d’archivio rinvenuti e pubblicati da Mazzoni Toselli.

L’ingresso della scultrice nel prestigioso cantiere di San Petronio di Bologna, seconda città dello Stato Pontificio, la pone al fianco di artisti spesso affermati: Alfonso Lombardi, Niccolò Tribolo, giunti in città nel 1525 su invito di Bartolomeo Barbazzi, Operaio della Fabbrica di San Petronio, gli aiuti Solosmeo e Simone Cioli da Settignano, e ancora Girolamo da Treviso, Ercole Seccadenari, Zaccaria da Volterra, Niccolò da Milano, e infine Amico Aspertini, che per l’invidia sempre la sconfortò e sempre ne disse male agli Operai, e fece tanto il Maligno, che il suo lavoro le fu pagato un vilissimo prezzo, come scriveva Vasari e trova conferma nelle accuse [di Amico Aspertini] contro la scultrice per l’aggressione del pittore Vincenzo Miola.

Il racconto vasariano dell’attività di Properzia per la Fabbriceria di San Petronio getta un lume sull’emarginazione della scultrice all’interno del cantiere: al lavoro pagato a un vilissimo prezzo va associata la notizia del ruolo secondario svolto da Properzia nella decorazione delle porte di San Petronio, spesso all’opera su modelli altrui (di Bernardino da Carrara, di Tribolo, di Lombardi), secondo quanto si legge nelle carte d’archivio, che rintracciate e in parte già pubblicate da Davia e Supino, hanno contribuito a ridimensionare la fortuna della scultrice, limitandola alla parte di semplice esecutrice.

[...] Le scoperte archivistiche di Toselli Mazzoni se da un lato offrono riscontri alla notizia dell’ostilità di Maestro Amico, dall’altra allungano ombre sul valore morale della scultrice, illuminando invece su un vissuto punteggiato da trasgressioni.

Per ricostruire l’identità di Properzia acquistano sempre maggior rilievo le fonti documentarie pur nell’incertezza di una sicura identificazione della Propertia filia quondam Jeronimi de Rubeis bononiae civis registrata negli atti d’archivio (atti di compravendita, processi per turbato possesso e per aggressione...) con la scultrice nominata nelle note di pagamento delle Fabbriceria di San Petronio. Da queste ultime proviene la conferma dell’esecuzione di opere per l’importante cantiere: una Sibilla, un Angelo [...] e due formelle mai poste in opera: la celebre scena con Giuseppe e la moglie di Putifarre e il bassorilievo con La moglie di Putifarre che accusa Giuseppe (Bologna, Museo di San Petronio), ascritto a Properzia da Maria Grazia Ciardi Dupré su basi stilistiche.

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Gennaio-Marzo 2010 (Numero 15)

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