In effetti, nel XXI secolo gli studi dedicati ai rilievi dei portali di San Petronio, pur tentando di distinguere i singoli interventi dei numerosi autori, sono difficilmente pervenuti a conclusioni definitive.
Tuttavia l’impiego di Properzia è stato circoscritto da Vera Fortunati (1981) che, sulla lettura della formella ricordata da Vasari, unico marmo di sicura assegnazione nel repertorio esiguo e incerto della scultrice, fonda il più moderno e insieme contestualizzato ritratto dell’artista: al di là della rappresentazione in termini romanzeschi e autobiografici suggerita da Vasari – figurando la scena della moglie di Putifarre che tenta Giuseppe, Properzia innamoratissima d’un bel giovane, il quale pareva che ben poco di lei si curasse avrebbe in realtà, isfogato in parte l’ardentissima sua passione - il bassorilievo restituisce un’interpretazione al femminile del testo biblico dove i modelli figurativi, raffaellizzanti per la testa del casto Giuseppe e michelangioleschi per il gesto forte e deciso del braccio della moglie di Putifarre che tenta il giovane afferrandogli la veste, rispondono a una precisa strategia di comunicazione: l’emergere aggressivo e protagonistico della figura femminile, l’attenzione con cui viene indagato il suo corpo restituito con istintiva naturalezza, possono indurre a un’identificazione con l’inquieta scultrice, qui intenta quasi a proclamare senza riserbo la volontà di un’autodeterminazione femminile della propria vita affettiva, sentimentale e sessuale.
Più che una sorta di confessione autobiografica, la dichiarazione di un modo di intendere la propria condizione umana sociale e professionale.
Immagine nella pagina:
Scultura di Casa Fibbia, Ritratto di Properzia de' Rossi, Collezioni della Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna
Con il patrocinio del Comune di Bologna