Bologna e la sua Banda

di Augusto Battaglini

Il più giovane era Maccagnani Clemente di Bologna, fu Giuseppe, di anni 16, mentre i più anziani erano Mandelli Giuseppe di Bologna, fu Francesco e Salmi Pietro di Bologna, fu Gaetano, di anni 39. Curiosa la presenza dei tre fratelli Magnani Pietro, Enrico e Giuseppe di Francesco, provenienti da Parma.
Le cronache riferiscono che il primo concerto in pubblico si tenne nell’agosto del 1856. Questo il programma: Marcia di Radetzky di Strauss (all’epoca Bologna era sotto gli austriaci); Sinfonia dell’Opera Fiorina di Pedrotti; un valzer di Lanner; Pot-pourri sull’Opera Norma di Bellini; Finale 8° dell’Opera Il Mosè di Rossini; Sinfonia del Guglielmo Tell, sempre di Rossini; una polka ungherese, Cavalleria, di autore sconosciuto.

Ben presto la Banda municipale si distinse per la qualità delle esecuzioni, rivaleggiando con le bande militari austriache della guarnigione di stanza a Bologna.
Non mancarono episodi curiosi: nell’autunno del 1856, nel Teatro Comunale di Bologna, la Banda avrebbe dovuto suonare in occasione dell’entrata del gran ballo in cinque quadri e sette scene dal titolo La Fiorentina ovvero Ginevra degli Albizzi, che vedeva come protagonista la celebre danzatrice Augusta Maywood. All’epoca era consuetudine che l’impresario fornisse gratuitamente i biglietti dello spettacolo ai familiari dei musicisti che vi prendevano parte. Ciò non avvenne e i musicanti della Banda, offesi per tale gesto e approfittando del fatto che il M° Antonelli si trovava fuori Bologna, disertarono lo spettacolo dandosi appuntamento nel caffè di fronte al Teatro, dove organizzarono un torneo di briscola. Ovviamente vennero visti e, su segnalazione dell’impresario, intervenne la polizia arrestando i musicanti e trascinandoli nel Teatro, dove – seppur in ritardo – eseguirono la parte loro affidata. Terminato lo spettacolo, le guardie papaline trasferirono la Banda direttamente dai locali del Teatro a quelli delle carceri del Torrone (che al tempo si trovavano nell’attuale Palazzo Comunale). Il giorno successivo, dopo l’interrogatorio di rito e grazie all’intervento del M° Antonelli, il Corpo bandistico venne rimesso in libertà, cavandosela con un semplice ammonimento.



Dato il crescente successo, il Comune decise di stanziare nuovi fondi per il vero e proprio mantenimento della Banda. Un’apposita commissione stilò un regolamento di ben 85 articoli, che venne approvato dal Comune in data 18 luglio 1860.
Il Corpo di musica era sottoposto, per gli ordini di servizio, all’autorità del Comando Superiore della Guardia Nazionale. Doveva perciò indossarne l’uniforme ed aveva l’obbligo di intervenire a parate, riviste, guardie d’onore, esercizi e passeggiate militari, nonché a prestare ogni altro servizio cui poteva essere comandata la Guardia Nazionale o che poteva essere ordinato dall’Amministrazione Comunale, previo accordo col Comandante del Corpo, come i dieci servizi di concerto o serenate. Per il resto, la Banda era alla dipendenza diretta del Comune.
Il Corpo bandistico era composto da 50 esecutori retribuiti, più 10 alunni senza retribuzione. La Banda venne quindi impiegata in feste pubbliche, cerimoniali e solennità patriottiche. Divenuta Banda Nazionale, in data 2 e 26 febbraio 1860 suonò in occasione di due veglie con ballo organizzate dal Governatore Generale Boncompagni (reggente piemontese delle Provincie dell’Italia Centrale), per prendere successivamente parte ai festeggiamenti organizzati per la venuta di Vittorio Emanuele II a Bologna, nei giorni 1, 2 e 3 maggio 1860.


Immagine nella pagina:
Fotografia della Banda Municipale di Bologna del 1918

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Aprile-Settembre 2010 (Numero 16)

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