Bologna e la sua Banda

di Augusto Battaglini

Ma nella seduta del 27 febbraio 1872 il Consiglio, dopo un’animata discussione, deliberò a grande maggioranza di mantenere la Banda, pur riconoscendo la necessità di una riforma per un miglior funzionamento del Corpo. Nel maggio dell’anno successivo venne quindi approvato il nuovo regolamento della Banda cittadina, che assunse la denominazione di Banda musicale di Bologna. Pur mantenendo l’obbligo di prestare servizio per la Guardia Nazionale, la Banda uscì dall’organizzazione militare, essendo ora gestita dall’Ufficio d’Istruzione da cui dipendeva il Liceo musicale. Il Capo Banda entrò a far parte del personale insegnante del Liceo, per cui l’incarico acquistò maggiore stabilità. La direzione del Liceo curava l’istruzione della Banda, mentre al Presidente della Deputazione degli Spettacoli viene affidata la cura della disciplina e l’osservanza degli obblighi tutti dei musicanti.

Queste tre cariche giudicavano inoltre l’abilità degli aspiranti per la loro ammissione nel Corpo musicale. Assai diverso l’importo delle paghe, a seconda del ruolo: il Capo Musica percepiva un assegno annuo di L. 1600, mentre gli altri membri variavano da L. 70 mensili (Il Vice capo) a L. 25 mensili (Concertisti di 4^ classe).

Sempre nel 1872, la Banda eseguì brani del Lohengrin di Wagner, opera che era stata data in prima assoluta al Teatro di Bologna nell’autunno del 1871 e il cui titolo era stato bonariamente storpiato dalla popolazione in L’oca del Negrein, con riferimento a tal Negrini, noto sulfanar (rigattiere) del tempo. Entrarono altresì nel repertorio la 5^ Sinfonia di Beethoven, trascritta per banda dal M° Antonelli, nonché la 2^ Rapsodia Ungherese di Liszt. Nell’autunno dello stesso anno Richard Wagner si recò a Bologna, in occasione della messa in scena al Teatro Comunale della sua opera Rienzi. Il Municipio concesse a Wagner la cittadinanza onoraria e, durante la cena di festeggiamento, la Banda eseguì nel cortile dell’Hotel d’Italia diversi brani tratti dalle sue opere. La Banda ottenne il plauso dello stesso Wagner, tranne che per l’esecuzione della Sinfonia del Rienzi. In quell’occasione il compositore tedesco si alzò dal tavolo e andò di persona a suggerire il tempo esatto, prendendo il posto del direttore, fra gli applausi ed il tripudio dei commensali. Non sappiamo cosa ne pensò il M° Antonelli, ma da allora il brano venne suonato seguendo scrupolosamente le indicazioni date da Wagner...


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Pubblicazione del 1918

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Aprile-Settembre 2010 (Numero 16)

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