Il Giardino delle VanitàIl Conte di Montetristo (5/5)

V parte

di Giuseppe Bergivaldi

XVI - LA SALVEZZA

Montetristo, intanto, appena guadagnata l’uscita fu raggiunto dalla marchesa Franche che aveva assistito alla scena e pur non capendone i contenuti si era resa conto che qualche cosa di grave era accaduto nei confronti di André. Memore di quel lontano mancato salvataggio, lo invitò sulla sua carrozza e insieme si diressero direttamente verso Boulogne. Durante il viaggio ebbero modo di dirsi quello che per anni era rimasto latente, causa la differenza sociale e le avverse circostanze.

banca (Miniatura 491x400 px)A Parigi, intanto, lo specchio dimagrante e, niente di meno anche parlante, andava a ruba. La produzione stentava ad assecondare le richieste. Anche se il prezzo era elevato non c’era marito di una donna grassa che avrebbe negato quel conforto alla consorte. E di mogli grasse ce n’erano tante.
Gli incassi erano enormi e la società dei congiurati faceva affari d’oro. Un’unica clausola si erano impegnati ad osservare alla stipula del contratto di sfruttamento: il pagamento degli specchi magici doveva essere effettuato presso la succursale parigina della banca Artful Fellow and Son con sede a Londra, diretta da Lord Andrew Mc Trentin, in un conto appositamente aperto. Il motivo era stato spiegato per il sostegno che questa banca aveva concesso all’inventore durante le ricerche e non ultimo perché essendo straniera poteva aiutare ad evadere sulle tasse.


XVII - LA VENDETTA

I guai però non tardarono ad arrivare in quanto la carica energetica che era in dotazione agli specchi magici finiva con l’esaurirsi e il brevetto per la produzione e l’accumulo dell’energia elettrica necessaria al loro funzionamento era saldamente nelle mani dello stesso Lord Mc Trentin che da qualche tempo non dava notizie di sé. I clienti inferociti pretendevano che venissero loro resi i soldi oltre all’ammontare dei danni materiali, morali e biologici conseguenti alle depressioni cui erano cadute le loro mogli sempre più grasse e disilluse.

Ai soci congiurati non fu nemmeno possibile rifondere almeno in parte le somme ricevute perché un cartello davanti alla banca avvertiva che per una straordinaria festività congiunta dei Santi Giorgio, Andrea, e Patrizio, patroni delle nazioni che costituivano il Regno Unito, si sarebbe osservato un mese di chiusura in onore dei festeggiamenti. Non rimaneva che il suicidio riparatore o la fuga ingiuriosa. Fu scelta quest’ultima perché fin che c’è vita c’è speranza. Il modo di far conoscere loro la verità si sarebbe comunque trovata.

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Aprile-Settembre 2010 (Numero 16)

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