XVI - LA SALVEZZA
Montetristo, intanto, appena guadagnata l’uscita fu raggiunto dalla marchesa Franche che aveva assistito alla scena e pur non capendone i contenuti si era resa conto che qualche cosa di grave era accaduto nei confronti di André. Memore di quel lontano mancato salvataggio, lo invitò sulla sua carrozza e insieme si diressero direttamente verso Boulogne. Durante il viaggio ebbero modo di dirsi quello che per anni era rimasto latente, causa la differenza sociale e le avverse circostanze.
A Parigi, intanto, lo specchio dimagrante e, niente di meno anche parlante, andava a ruba. La produzione stentava ad assecondare le richieste. Anche se il prezzo era elevato non c’era marito di una donna grassa che avrebbe negato quel conforto alla consorte. E di mogli grasse ce n’erano tante.
Gli incassi erano enormi e la società dei congiurati faceva affari d’oro. Un’unica clausola si erano impegnati ad osservare alla stipula del contratto di sfruttamento: il pagamento degli specchi magici doveva essere effettuato presso la succursale parigina della banca Artful Fellow and Son con sede a Londra, diretta da Lord Andrew Mc Trentin, in un conto appositamente aperto. Il motivo era stato spiegato per il sostegno che questa banca aveva concesso all’inventore durante le ricerche e non ultimo perché essendo straniera poteva aiutare ad evadere sulle tasse.
XVII - LA VENDETTA
I guai però non tardarono ad arrivare in quanto la carica energetica che era in dotazione agli specchi magici finiva con l’esaurirsi e il brevetto per la produzione e l’accumulo dell’energia elettrica necessaria al loro funzionamento era saldamente nelle mani dello stesso Lord Mc Trentin che da qualche tempo non dava notizie di sé. I clienti inferociti pretendevano che venissero loro resi i soldi oltre all’ammontare dei danni materiali, morali e biologici conseguenti alle depressioni cui erano cadute le loro mogli sempre più grasse e disilluse.
Ai soci congiurati non fu nemmeno possibile rifondere almeno in parte le somme ricevute perché un cartello davanti alla banca avvertiva che per una straordinaria festività congiunta dei Santi Giorgio, Andrea, e Patrizio, patroni delle nazioni che costituivano il Regno Unito, si sarebbe osservato un mese di chiusura in onore dei festeggiamenti. Non rimaneva che il suicidio riparatore o la fuga ingiuriosa. Fu scelta quest’ultima perché fin che c’è vita c’è speranza. Il modo di far conoscere loro la verità si sarebbe comunque trovata.
Con il patrocinio del Comune di Bologna