Al conte Fabricius fu recapitata una missiva da parte di lord Andrew Mc Trentin, mentre un’altra uguale fu recapitata al conte Anacletus da parte dell’abate Maschioni, in cui si chiedeva loro di trovarsi in un tal luogo, ad una tal ora di un tal giorno per doverose spiegazioni. Il luogo dell’appuntamento era il porto Navile di Boulogne presso lo yacht Danubio Blù.
Arrivati all’orario convenuto e meravigliati l’uno della presenza dell’altro, i convenuti non trovarono però l’imbarcazione indicata nelle missive. Si informarono presso un vecchio pescatore intento a riparare le reti ed egli indicò loro il mare. I due convenuti guardarono nella direzione indicata dal pescatore; e nella linea di nereggiante turchino che disgiungeva all’orizzonte il cielo dall’oceano, scorsero una vela bianca grande quanto l’ala di un gabbiano.
Riavutisi dalla sorpresa si videro rimettere una lettera dal pescatore che, a suo dire, era da parte del conte. Aprirono e lessero:
“Miei cari amici, mi è doveroso ringraziarvi per l’aiuto, sia pure concordato ma oscuro nei contenuti, che mi avete accordato. Al conte Anacletus per avere vigilato sul corretto andamento del supposto mio tradimento, in particolare per l’indefesso controllo sulla distribuzione delle false istruzioni sulle danze.
Mai mi sarei permesso di rovinare la splendida festa organizzata dalla cara amica Alecsieia. Al conte Fabricius, per l’ottimo tempismo con cui ha divulgato la notizia della sua invenzione e per la successiva gestione della sua cessione. Il lavoro ha dato i suoi frutti. Quanto a me, spero che il viaggio che sto intraprendendo mi sia d’aiuto a superare il rimorso per la vendetta da me messa in atto. Mi sarà di conforto avere accanto la marchesa Franche, insieme recupereremo gli anni perduti. Con lei partirò per paesi che non ho mai veduto e vissuto. Con lei adesso sì, li vivrò. Con lei partirò su navi e per mari che io lo so non esistono più. Con lei io li rivivrò.
Un vostro amico,
André Trentignac,
alias Lord Andrew Mc Trentin, alias Abate Maschioni, alias Conte di Montetristo“
I due erano passati di stupore in stupore e ritennero opportuno, per riaversi della sorprese e per parlarne un po’ su, di infilarsi nella vicina taverna che dava sul porto, davanti a due calici di buon Brunetto di Montalcino allietati da un sottofondo di musica ballabile che una strana bottiglia stava profondendo nell’ambiente.
- FINE -
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