Scienze e TecnologiaLa musica automatica

di Samuele Graziani

Sul finire degli anni settanta dall’Europa sbarcano in America organetti da tavolo di piccole dimensioni. Basta inserire il rullo di carta, girare la manovella e si ha la musica. Le industrie produttrici americane si esaltano, la pubblicità inizia realmente ad incalzare. Vengono studiate e lanciate vere e proprie campagne pubblicitarie che oggi definiremmo molto aggressive su questi strumenti meravigliosi!, economici!, popolari!, indispensabili!

Poi arriva l’intuizione di Edwin Scott Votey con la sua Pianola prodotta dalla Aeolian Company. Sul finire del secolo tutte le famiglie medio-borghesi americane possiedono un pianoforte, è simbolo di raffinatezza. Ma la raffinatezza comperata non corrisponde alla raffinatezza culturale: i pianoforti sono del tutto inutilizzati, perché nessuno li sa suonare. La Pianola è un piano player, cioè uno strumento che suona il pianoforte. È una sorta di armadietto che si posiziona davanti al pianoforte, ha al suo interno il rullo di carta perforata e una serie di leve ricoperte di legno e feltro che simulano le dita del pianista. Quindi, una volta azionata è lei a suonare il pianoforte. Il successo commerciale è impressionante. In pochi anni l’Aeolian Company diventa una potenza. Esporta in tutto il mondo, anche la Regina Vittoria acquista una Pianola per gli ultimi due anni della propria vita.

Inizialmente le dimensioni ridotte permettono di suonare solamente un numero ridotto di tasti, si parte da 58, poi si passa a 65, poi le evoluzioni successive portano all’intera tastiera di 88 tasti. Nuove aggiunte tecniche permettono variazioni cromatiche, variazioni di tempo, variazioni dinamiche. L’industria manifatturiera produttrice di rulli sonori traforati fiorisce. Sono per lo più ragazze nubili a compiere tale lavoro di precisione, sotto lo sguardo vigile di esperti musicisti. Con meccanismi alquanto complessi vengono registrate le performance di famosi suonatori per poi riprodurre i rulli autografi. I cataloghi delle più famose ditte raccolgono migliaia di brani disponibili al pubblico su rullo. Vengono realizzati un po’ in tutto il mondo concerti per Pianola e orchestra.

Grandi quali Debussy, Stravinsky, Grieg, Ravel, Rimsky Korsakov e Richard Strauss suonano regolarmente la Pianola, e compongono per essa. Alcuni dei loro rulli autografi sono arrivati sino ai giorni nostri dandoci la possibilità di sentire realmente come interpretavano la loro stessa musica. La Pianola quindi, oltre che di moda tra le persone, diventa anche di moda tra gli artisti in quanto considerata strumento di avanguardia. E le motivazioni sono le stesse che già Mozart aveva intuito: la possibilità di suonare contemporaneamente molte più note delle sole 10 consentite dalle mani.


Immagine nella pagina:
Piano a cilindro dei fratelli Ratti, primi ’900

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Aprile-Settembre 2010 (Numero 16)

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