In Europa le strade della musica automatica sono molto differenti. L’europeo medio borghese è culturalmente inconfrontabile con quello americano: anche in Europa ogni famiglia possiede un pianoforte, ma qui lo sanno anche suonare! Il principio di base dalla Pianola americana risulta abbastanza inutile. Così i rulli vengono inseriti dentro ai pianoforti. Nascono i player piano, gli autopiani. Notare che non è solo un gioco di parole, è proprio la sostanza a essere diversa.
Il meccanismo è molto simile: c’è il rullo con la carta, gli stessi accorgimenti tecnici, però lo strumento è uno solo e può essere suonato a scelta sia automaticamente che manualmente. Le ditte fiutano l’affare, e in molti casi sostituiscono gratuitamente i pianoforti tradizionali con quelli nuovi bivalenti: il loro guadagno sarà poi nella vendita dei rulli. Le concorrenti dell’Aeolian sono le tedesche Welte e Hupfeld. Tanto che la Aeolian differenzia il mercato americano con la Pianola, la versione piano player, da quello europeo con la Pianola Piano, la versione player piano.
L’Italia non sta a guardare, il contributo attivo al progresso della musica automatica è un contributo di qualità. I pianoforti dell’area di Piacenza sono i più ricercati, qualitativamente molto migliori di quelli tedeschi. Vanno sicuramente citate la ditta Rocca di Bologna, produttrice di pianoforti artigianali, e l’accoppiata della casa discografica Ricordi & Finzi, con il maestro Michele d’Alessandro che dà origine alla F.I.R.S.T., la Fabbrica Italiana Rulli Sonori Traforati che di fatto detiene il monopolio sui rulli per i principali modelli di pianoforti.
Tra gli anni 80 e 90 dell’Ottocento e l’inizio della prima guerra mondiale insomma, la musica automatica è un vero e proprio affare economico, sociale, artistico su scala mondiale.
La fine degli strumenti automatici non arriva a causa del grammofono come ci si potrebbe aspettare. Nemmeno la prima guerra mondiale riesce a fermare Pianole e pianini. Serve la crisi economica del ’29, le ditte produttrici non si rialzeranno più.
La musica automatica diventa una cosa da collezionisti.
Immagini nella pagina:
Manifesto pubblicitario, primi ’900
Fotografia pubblicitaria, 1909
Con il patrocinio del Comune di Bologna