Come premio per il suo trionfo Cavagnari fu creato Baronetto e Knight Commander of the Bath (Cavaliere Commendatore dell’Ordine del Bagno) e ottenne la Star of India. Inoltre fu nominato Residente Diplomatico Britannico a Kabul, il primo dall’uccisione di Alexander Burnes e William Macnaghten nel 1841.
L’entusiasmo a Londra e Calcutta era alle stelle. Solo due uomini non ne furono contagiati. Il Generale Frederick Roberts, vincitore della campagna in Afghanistan e amico di Cavagnari che espresse seri dubbi circa l’invio della missione a Kabul, e Sir John Lawrence, ex vicerè dell’India, che memore dei tragici eventi del 1841 disse senza giri di parole di Cavagnari e della sua scorta: Saranno tutti uccisi.
Ciò nonostante la missione inglese, composta da Cavagnari, dal Tenente Walter Hamilton, da alcuni civili e da 75 uomini del Corpo delle Guide tutti feroci pathan delle montagne afgane, prese possesso della nuova sede diplomatica britannica sita all’interno della Bala Hissar, la cittadella fortificata di Kabul, il 24 luglio 1879.
Per qualche tempo le cose procedettero bene finché Kabul non fu invasa da alcuni reggimenti afgani alle soglie della rivolta perché senza paga da mesi. Yaqub Khan avvertì gli inglesi di non uscire dalla loro Residenza perché si temevano disordini. A questo punto Pierre Louis Cavagnari commise il primo e unico errore della sua onorata carriera: sottovalutando la situazione di pericolo inviò a Calcutta un dispaccio in cui si riferiva che a Kabul tutto andava bene. Era il 2 settembre 1879 e quello fu l’ultimo messaggio del Maggiore Cavagnari.
Il giorno dopo, 3 settembre, dopo aver atteso invano il pagamento del soldo e sobillati dalle parole degli imam che urlavano C’è oro nella casa dei feringhis! (stranieri), i soldati afgani in rivolta assalirono la Residenza britannica.
Immagine nella pagina:
Onorificenza Indian Mutiny del 1857
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