Fu intorno al 1850 che la mente delle sarte partorì il busto da bagno, che aveva il vantaggio di nascondere quelle forme che solo una fervida immaginazione avrebbe potuto intravedere, mentre gli uomini invece cominciano a spogliarsi e suscitano le più aspre critiche dei moralisti: ciò che può essere considerato un oltraggio al pudore nella più deserta viuzza, può essere fatto impunemente a cento passi dall’abitato.
Nemmeno i bimbi furono trascurati, il primo modello di costume per bambino è un gonnellino increspato alla vita, con una sopravveste alla greca in velluto nero o turchino, aderente e lunga, bordata da uno sbieco di seta, chiusa davanti da un cordone a nappine in oro, il tutto completato da un cappello di paglia. Sembra che i bambini d’allora sfoggiassero quello strano modello per guazzare nelle pozzanghere o per fabbricare castelli di sabbia.
Sul finire del secolo si arrivò ad aggiungere un ultimo indumento coprente: le calze. Ecco il giudizio da un resoconto di un giornale di quei tempi: Quanto sono incantevoli e civettuoli questi costumi da bagno in flanella turchino guarnita da grossi merletti in lana della stessa tonalità, ravvivata da qualche gallone bianco; il grande collo alla marinara, sollevato dalla brezza, il corsetto in seta nera, in capo il fazzoletto annodato vezzosamente ad orecchio d’asino. Le più eleganti portano in mare lunghe calze di seta nera: ma io dubito assai della praticità di questa civettuola ricercatezza. Ammiriamo anche quest’altra graziosa bagnante, prima che il suo ampio accappatoio la nasconda sotto ai nostri occhi; il suo costume è di forma assai bizzarra, rosso, con tre piccole baschine bordate di guipure nero; il davanti, la cintura ed i nodi delle spalle sono bianchi; il berrettino in cotone rosso è trattenuto al capo da un nodo di nastro bianco. L’ultima bagnante sta per salire i gradini della sua cabina; indossa un costume nero guarnito di nastro pure nero increspato; un alto bustino rosso con bretelle le serra la vita, ed una fascia di seta rossa è annodata capricciosamente attorno al capo, ha la gambe nude e calza scarpe-coturni i cui lacci si incrociano intorno agli stinchi.
Immagine nella pagina:
W. Heat, Sirene a Brighton, 1829 (particolare)
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