Qual è il teatro dell'Ottocento

di Alessia Branchi

Tuttavia in questo luogo così differenziato del teatro all’italiana è il grande volume interno che qualifica lo spazio, un volume chiuso dall’arcoscenico e segnato tutt’intorno dai vuoti attivi dei palchi. Questi non sono semplici superfici di delimitazione, ma rappresentano i luoghi di confine tra ambienti privati e il grande ambiente comune, spazi di contatto tra ambienti diversi, vuoti che si qualificano come luoghi dello sguardo e degli occhi. Si va a teatro per vedere e per essere visti, per parlare, conoscersi e conversare. Il teatro diviene il luogo di incontri per eccellenza.

Pianta San Carlo Napoli (Miniatura 219x423 px)In questo teatro la borghesia rispecchia sé stessa, la sua morale, le sue convenzioni, i suoi limiti. Addirittura dopo l’Unità d’Italia prende piede la commedia borghese che mette in scena temi sull’adulterio e sulla famiglia, veicolando così gli aspetti sociali, culturali della borghesia. Ciò che interessa vedere è l’impianto sociale dentro il quale i personaggi si muovono e creano relazioni. Ecco che la famiglia diventa il microcosmo di una situazione più universale.

Le rappresentazioni mettono in primo piano gli attori, i quali trovano il modo di impossessarsi dello spazio teatrale e tutto ciò che vi ruota attorno. Il sistema artistico dell’attore si concentra sull’attore-mattatore, l’attore principale che si occupa di tutto. L’attore infatti diviene il capocomico che non solo manipola i testi degli autori (è da qui che comincia ad avanzare l’idea dei diritti d’autore), ma cura l’intera scenografia allestendo ambienti o salotti i più veritieri e i più vicini alla realtà, arrivando perfino ad allestire i famosi quarti di bue veri messi in scena da Antoine cari alla teoria della reviviscenza di Stanislavsky. Il teatro, per essere più incollato alla realtà, sbilancia le sue attenzioni verso la scena che si arricchisce sempre più di verità con spazi e allestimenti nuovi fondati sulla illusione della realtà ambientale. Il teatro è là dove si riproduce la realtà, soprattutto la realtà che non si conosce.

Lo spettacolo che il teatro offre non è il risultato di un tutto armonico come siamo abituati a vedere oggi, ma è il risultato dell’accorpamento di più parti con a capo l’attore capocomico, al di sotto del quale esiste uno schema fisso: la giovane attrice, il brillante e il caratterista, la seconda donna e il promiscuo. Gli attori recitano sul proscenio perché è l’unica parte illuminata da una fila di lampadine e perché da lì il primo attore si può avvicinare al pubblico.


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Pianta del Teatro San Carlo di Napoli

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Ottobre-Dicembre 2010 (Numero 17)

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