Mia cara Signorina
miai mandato a dire che voi il contenuto della mia vita che bisogna dire della vostra cara Anna? che io sono nata sportonata è devo morire sì.
…mio padre aveva una grossa propietà e io era più piccola di tutte e io andava spesso alla chiesa e io siccome che non voleva stato di matrimonio li diceva al mio Padre di comprare una casetta ma mio Padre faceva lorecchio da mercantte…
dopo quatro anni il mio Padre morì e dopo e passato un po’ di tempo Mia Madre prese il testamento e lo portò al notaio il notaia quando lo prese alla mano cominciò a codolare la testa la povera Mia Madre cominciò a piangere e dissi il notaio davero devi piangere li disse che non alasciato proprio niente alla vostra figlia e tutta la sua proprietà la lasciata tutta ai suoi figli machi…
io hò risposto che la deve pagare vicino a Dio Mia Buona Signorina la Mamma aveva ragione di bestemmiarlo perche lunica che lavorava nelle sue terre e a giornata... perche io non era nemmeno di venttani... lavoravo come una pazza… quando meneandava alla sera a casa tutta uccisa di lavoro non trova da mangiare bisognava di rubare il pane di potere mangiare…
non poteva piu vedere la Mia Madre e nermeno la religione e bestemmiava come una che non era mai andata alla chiesa e mia madre tutto il giorno pregava e piangeva…
ciò che ho scrito e stata la prima fase della mia vita… dopo non ho incontrato altro che continuvi patimenti… andava a digiuno tuua li tera giornata e per questo io che rivava a casa e non sapeva a dove doveva mangiare siccome che io mi conosceva col arciprete mi vedeva piangere e mi portava la colazione e per questo mi sono venuti questo fortti attachi come tu losai che mia veduta non mi ponno mai piu passare alla mia Morte il fatto della tarantta lo sai che lo raccontato…
Mia Buona Signorina
come miai mandato a dire che voi sapere delle altre tarantate ti mando a dire di una buona donna che era di famiglia numerosa che questa donna era pizzicata pure dalla taranta e lavorava in campagna per ogni giorno e a lora questa donna era morto il suo bambino non poteva più andare a Sanpaolo… mentre questa donna andava a lavorare in campagnia prima di fenire il suo lavoro se vedde gadere una grossa sacara (biscia) sopra allo braccio è si tortiglio per tutto il suo braccio e commiciò a gritare Santo Paolo mio se mi fai questa grazia del tuo giorno io vengo e a lora la sacara si sturtiglio… quando a rivato il dottore la povera donna la trovata Incantata della sacara e li disse il dottore di portarla a una stada lunga ma la povera donna faceva cone la sacara che non poteva andare più avanti perché si senttiva tantto male dopo tantto tenppo la portara a Galitina e si senttivo un po meglio e desso viene per ogni anno a Santtopaolo per la sua grazia che a ricevuta del Santto.
si fenisce così questo fatto.
La terra delle radici ci trascina al fondo di noi stessi, le radici della terra ci possono prosciugare l’anima.
Nota:
Le lettere sono tratte da: Lettere da una tarantata, di Annabella Rossi, De Donato Editore, 1970.
Immagini nella pagina:
Musicisti
Maria di Nardò in stato di trance, San Paolo di Galatina,1959 (Foto Pinna)
Con il patrocinio del Comune di Bologna