Nel 1870 fu il turno di Charles Dowd, che propose di dividere l’America in quattro fusi orari, il problema dell’orario per le ferrovie americane era realmente contingente. Dowd inizialmente propose come riferimento il meridiano passante per Washington, per poi modificare la propria proposta con il meridiano di Greenwich, già diventato il riferimento in campo marittimo.

Contemporaneo di Dowd è Sir Sandford Fleming. Fleming in letteratura è riconosciuto come l’inventore dei fusi orari, anche se in realtà non inventò proprio nulla. Fleming propose l’adozione del tempo universale come unico tempo su cui regolare la vita quotidiana. Ossia in ogni parte del mondo sarebbe stata sempre la stessa ora… con l’effetto collaterale che avere l’alba alle 8 a Greenwich avrebbe significato averla alle 13 a New York, una pazzia! Nel 1883 a Roma si svolse la conferenza internazionale sulla geodetica, ma si risolse in un nulla di fatto. L’anno successivo, nel 1884, fu proprio Fleming incaricato di organizzare la conferenza internazionale a Washington. Nella conferenza fu deciso di adottare la proposta di Dowd, ma visto che la conferenza fu organizzata da Fleming, a lui andarono i meriti. Nella stessa conferenza si decise inoltre di adottare Greenwich come meridiano di riferimento.
Nel frattempo, tra il 1883 e il 1884, gli interessi economici della American Railway Association avevano fatto sì che l’America ferroviaria avesse già iniziato ad adottare la suddivisione del territorio in fusi orari.
In Europa la prima ad adottare lo standard internazionale fu la Germania nel 1891, per motivi bellici. Le ferrovie erano infatti diventate il primo mezzo di mobilitazione dell’esercito, e andavano quindi regolate con precisione. L’Italia si adeguò nel 1883, assumendo come proprio meridiano di riferimento quello passante per l’Etna; le ferrovie italiane si allinearono allo stesso orario il 31 ottobre dello stesso anno. L’ultima ad arrivare fu la Francia, che si allineò agli altri solo nel 1911, dichiarando che però il tempo di Greenwich era in realtà il tempo di Parigi ritardato di 9 minuti e 21 secondi!
Insomma, l’invenzione dei fusi orari viene attribuita a Fleming, che in realtà organizzò solo una conferenza alla quale si decise di adottare la proposta di Dowd.
Il bolognese Quirico Filopanti era arrivato alle stesse conclusioni e alla stessa proposta esattamente 25 anni prima.