Un giorno al castello

Vita e passatempi nell'Early Victorian Age

di Andrea Olmo

figurino moda (Miniatura 461x610 px)Attorno al castello vi era di solito il giardino all’inglese, talora all’italiana e più in là il parco. Ettari ed ettari a perdita d’occhio di boschi, laghetti artificiali e dolci colline, il tutto arricchito da tempietti neoclassici, labirinti di siepi e false rovine gotiche. Queste immense proprietà erano mantenute in ordine dalla fedele servitù. Uno stuolo di 40-50, a volte 80 domestici di tutte le specie (cuochi, camerieri, intendenti, lavandaie, fattorini), ordinati secondo una rigida gerarchia, che vivevano in dormitori collocati in un’ala separata del maniero. E dal novero dei domestici erano esclusi giardinieri, cocchieri, staffieri e guardiacaccia che, occupandosi di lavori riguardanti parchi e giardini, non vivevano nel castello ma in edifici a parte. In molte proprietà, inoltre, erano presenti anche carpentieri, muratori, sarti, macellai, in modo da garantire l’autosufficienza quasi totale della proprietà.

Era in questo ambiente che il Lord britannico trascorreva buona parte del suo tempo, salvo quando era a Londra per le sedute del Parlamento, ricevendo di continuo ospiti che andavano e venivano a loro piacere, dando balli, garden-parties, cene e partecipando a iniziative benefiche.

Ma com’era scandita la giornata tipo in questi fastosi manieri?

L’attività degli aristocratici proprietari e dei loro altrettanto aristocratici ospiti iniziava fra le 9 e le 10 del mattino con un ricco breakfast fatto di uova, carne, marmellate, dolci, bevande varie, serviti come buffet in piedi. I presenti, in tenuta da passeggiata all’aria aperta, si servivano da sé sotto l’occhio discreto di alcuni domestici che, impettiti nelle loro livree, erano sempre pronti a intervenire in aiuto dei nobili ospiti.

Per il resto della mattinata ognuno si impegnava in attività diverse. Il padrone di casa si occupava della gestione della proprietà mentre gli invitati di sesso maschile si recavano a visitare scuderie e canili, a fare passeggiate a cavallo, a giocare a biliardo. Per le donne invece erano previste brevi passeggiate condite di pettegolezzi, tiro con l’arco, ricamo, pittura o visite ai poveri e ai malati dei vicini villaggi. Molti si dedicavano alla lettura della corrispondenza e alla scrittura delle lettere di risposta.


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Figurini di moda femminile del 1830

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Maggio 2012 (Numero 20)

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Monumento ai caduti dell'8 agosto 1848, statua bronzea di P. Rizzoli

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