Una fama lunga un secolo

Turisti e visitatori ottocenteschi in Certosa

di Roberto Martorelli


Certosa 4 (Miniatura 219x183 px)Il 13 Agosto 1844
Chiamato a comparsa il S.r Luigi Marzola Oste dell’insegna de’ trè rè in via mercato di mezzo, onde sia il suo giudizio su la qualità di un campione vino nero; il quale dopo fatti accurati esami, ed assaggio, ha detto è giudicato essere un vino nero ma per aversi agiunto al medesimo una buona porzione di acqua può stimarsi Vino rosso, oltrediché la sia positiva al palato l’acido, ed il così detto grassino con sotto l’amaro, insomma se non si vuol dire nocivo, certamente non si può chiamare ancora di discreta qualità, ed anzi è di parere che facendosene molto uso potrebbe piuttosto pregiudicare la salute pubblica, e si è firmato. Luigi Maccaferri
Come ha dichiarato l’altro ben pratico assagiatore di Vino, e pubblico Venditore in Via Colombina che qui si sotoscrive.

Cimitero Comunale, Uffizio del Custode Dimostratore. Il 17 agosto 1844, n. 102.
Illustrissimi Signori! In seguito alla mia lettera N. 101, io ho ordinato al Tonelli il cangiamento del vino. Il primo giorno - mercoledì - era sano ed anche buono e poteva corrispondere in totale a baj. 6, il Comune sborsa 8 bajocchi al Capomasto, per ogni muratore. Il giorno dopo però esso vino è stato allungato e perciò può corrispondere a bajocchi 4, tutti due i boccali. I muratori non si lagnano solo per la qualità malsana del vino; ma dichiarano di essere defraudati ogniqualvolta il vino nel suo merito non equivalga al danaro che il Comune sborsa al Capomastro per questo titolo.

Il risultato finale fu sconfortante, in quanto pochi giorni dopo Sibaud scrisse che il Tonelli non intende di reintegrarli del danno dandone loro del buono: e rifiutandosi a farlo, come per ischerno, rispose ad essi muratori che vadano a prenderlo dal Custode: e li deride chiedendo loro quel che abbiano ottenuto col loro reclamo.
Qualche mese dopo Tonelli darà ulteriori problemi, in quanto subappaltò i lavori di costruzione dei monumenti costruiti dai privati, prelevando il materiale edile dal magazzino del Comune. Sibaud, spazientito, scrisse come una parte volò nel monte dei materiali del lavoro particolare, intrapreso dal Tonelli, o da chi per lui. Un gran brutto stare in mezzo a dei ladri, e che non si ritengono tali, perchè - secondo la loro dottrina - rubare al Comune non è rubare! Basta: se quei Muratori seguitano ad essere qui ammessi, io dichiaro bene che i miei conti saranno bei numeri, ma non rendiconti!


Immagine nella pagina:
E. Gasparini, Veduta della Cappella dej Suffragi nel Cimitero di Bologna, 1811 (particolare)
Fine.
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Novembre 2012 (Numero 21)

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