I ragazzi venuti dall'Argentina

La Legione Italiana a Bahia Blanca

di Andrea Olmo

Ritratto a olio del Colonnello Silvino Olivieri (Miniatura 507x751 px)Nonostante la confusione e le tenebre opprimenti, rischiarate solo dal bagliore degli incendi, la Legione, cui ben presto si unirono alcuni civili, continuò ad avanzare inesorabilmente rastrellando la cittadina casa per casa e respingendo gli indios fuori dal paese. Lo scontro principale avvenne nell’emporio della cittadina, dove il Tenente Scarpellini, alla testa di una decina di Legionari, affrontò e sconfisse in un furibondo corpo a corpo un gruppo di nemici cinque volte superiore per numero. Quando gli indios furono fuori da Bahía Blanca intervenne la cavalleria di Chiarlone, che con una formidabile carica li mise definitivamente in rotta. Il trionfo era completo!

La Legione Italiana aveva salvato Bahía Blanca da sicura distruzione e aveva sconfitto Calfucurà, unico caso in cui delle truppe argentine siano riuscite a battere il temibile Re delle Pampas.

La Legione ebbe modo di distinguersi ancora nelle successive campagne contro i Federali, che terminarono con la definitiva vittoria degli Unitari a Pavón, il 17 settembre 1861. Anche in questa battaglia la Legione Italiana, vestita per l’occasione con la camicia rossa garibaldina, risultò determinante per la vittoria delle truppe di Buenos Aires. Nel 1864 la Legione fu congedata con onore e i legionari, ormai stanchi e desiderosi di ritornare alla vita civile, poterono ritirarsi a Bahía Blanca che sentivano ormai come la propria casa. Ancor oggi l’epopea Legionaria costituisce una delle pagine più importanti nella storia della cittadina argentina, basti dire che alcune delle principali strade bahiensi sono intitolate a ufficiali della Legione e la bandiera del reparto, la stessa che fu della Legión Valiente del 1853, è tuttora conservata a Bahía.

L’ultima pagina di gloria della Legione fu scritta da Giovan Battista Chiarlone: l’ex vice-comandante legionario proseguì la carriera nell’esercito argentino e partecipò alla Guerra della Triplice Alleanza contro il Paraguay. Nel corso di questo conflitto, il 22 settembre 1866, il coraggioso ufficiale piemontese morì eroicamente alla testa dei suoi uomini durante l’assalto alla fortezza paraguayana di Curupayty.


Immagine nella pagina:
Ritratto a olio del Colonnello Silvino Olivieri

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Novembre 2012 (Numero 21)

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