L'erede

Seconda parte

di Giuseppe Bergivaldi ed Emilio Salgari

UNA SERATA DANZANTE


Quella notte tutto il mare che si stende lungo le coste occidentali del Borneo era d’argento. La luna, che saliva in cielo col suo corteo di stelle, attraverso una purissima atmosfera, versava torrenti di luce azzurrina d’una dolcezza infinita.
Da qualche ora gli altri due prahos che formavano la piccola flotta, la Marianna e la Perla di Labuan, si erano ricongiunti all’ammiraglia, avendo completato il carico di viveri e munizioni in uno dei covi disseminati nei villaggi sparsi nelle varie isole della Malesia.
- Ehi! Luci a prua - si sentì gridare dall’alto dell’albero maestro.

Tigre (Miniatura 446x674 px)Una gran nave a vapore che veniva dal settentrione scivolava dolcemente sul mare calmo. Sulla sua scia nottiluche e meduse salivano rendendo più viva la luminosità delle acque. Vi era una festa a bordo, poiché il salone centrale era tutto illuminato. Un pianoforte suonava un walzer di Strauss, mentre la voce robusta di un tenore vibrava lanciandosi attraverso gli sportelli aperti ed espandendosi lontano, sul mare d’argento.

Come la notizia giunse alle orecchie di Sandokan, questi, sovvenendo un fatto accaduto a Yanez durante la campagna per la riconquista di Mompracem, ordinò ai suoi tigrotti di raggiungere e affiancare il legno a vapore.

Il praho affrettò la corsa, seguito a distanza dai due legni d’appoggio. Nella scia, pescecani e delfini si trastullavano in gran numero, giocherellando fra la spuma e, per caso strano, senza divorarsi.
- Stop in macchina! - Si ode ad un tratto dalla nave corsara.
Il capitano del vapore aveva imboccato un portavoce ed aveva prontamente chiesto:
- Chi siete voi e che cosa volete da noi?
- Divertirci a bordo della vostra nave. Questa sera mi sento in grado di ballare un walzer.
- Con quale diritto?
- Con quello del più forte: al Borneo non se ne conosce un altro migliore. Mi fate salire a bordo o faccio fuoco! Fate calare subito la scala e date ordine che si riprenda la festa. Vi accordo un solo minuto.

La resistenza era impossibile. Quei tre prahos dovevano disporre di almeno otto spingarde e portare equipaggi numerosi ed agguerriti negli abbordaggi.

- Giù la scala! - aveva comandato il capitano, vedendosi ormai perduto.
Sandokan sali subito, seguito da trenta malesi armati di carabine, di parang e di kriss.
Indossava una casacca di velluto verde, stretta da una fascia azzurra, calzoni d’egual colore ed alti stivali di pelle gialla colla punta un po’ rialzata. Al fianco portava una scimitarra colla guaina d’oro, sulla cui impugnatura brillava un grosso diamante.
- Date ordine ai passeggeri che riprendano le danze e rassicurateli sulle mie intenzioni.

Attraversarono la tolda e scesero insieme nel gran salone centrale splendidamente illuminato. I trenta malesi li avevano seguiti tenendo snudati i loro terribili parang.

Una bionda miss tutta vestita di bianco e con ricchi pizzi sedeva al pianoforte.
- Miss, - disse Sandokan alla suonatrice, inchinandosi galantemente, - poco fa, navigando al largo, ho udito suonare un walzer che da molti anni non ho più danzato. Vorreste essere così gentile da ripeterlo?
Girò intorno uno sguardo e lo fissò su una bellissima signora che si pavoneggiava in un azzurro vestito di percalle adorno di trine di Bruxelles.
- Signora, - le disse facendo un profondo inchino - vorreste farmi l’onore di concedermi un walzer? Non sono più giovane, eppure sono sicuro di ballare meglio di tutti quelli che si trovano qui.
- Volentieri Altezza - rispose prontamente la signora.

Il walzer era cominciato ed i passeggeri, vedendo il terribile uomo slanciarsi fra i vortici della danza e sorridere alla sua dama, avevano seguito l’esempio guardando bene però di tenersi lontano dalla coppia che danzava al centro del salone. Il walzer era terminato e Sandokan aveva condotto verso un divano la bella signora, la quale non cessava di fissarlo intensamente. La Tigre si asciugò il sudore che gli bagnava la fronte, appuntò un luminoso diamante al vestito della suonatrice ed uno stupendo rubino al vestito della bella signora. Salutò la compagnia e tornò a bordo del suo praho seguito dalla scorta.


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Novembre 2012 (Numero 21)

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