Negli ascensori idraulici la cabina era sorretta da un cavo che attraverso una puleggia arrivava ad un contrappeso, il movimento era dato da un pistone posto sotto l’ascensore. Questo veniva messo in movimento con la pressione di un liquido, tipicamente l’acqua, per salire; quindi, aprendo le valvole, si faceva fuoriuscire l’acqua e per forza di gravità si otteneva la discesa. L’inconveniente era dato dal pistone che doveva essere tanto alto quanto si voleva far salire la cabina, quindi alla base dell’edificio doveva esserci un buco profondo tanto quanto l’edificio stesso per permettere la corsa di tale pistone. Chiaramente questo limitava molto l’altezza raggiungibile dai primi ascensori.
Dalla metà secolo, sulla costa orientale dell’America si assistette ad un forte boom demografico, ad un aumento enorme della concentrazione della popolazione nelle grandi città. La tecnologia per costruire edifici superiori ai quattro piani era disponibile, ma gli ascensori a pistone non potevano superare tali altezze. E le due cose andavano necessariamente di pari passo. Gli interessi aumentavano e gli studi per sviluppare nuove tecnologie sul movimento degli ascensori diventarono molto importanti. Si arrivò così a sostituire il pistone posto alla base della cabina con uno stantuffo idraulico posto orizzontalmente, il cui movimento era trasferito alla cabina attraverso un sistema di funi e carrucole.
In questi anni, precisamente tra il 1852 e il 1854, si inserisce il primo inventore che cambia la storia dell’ascensore: Elisha Graves Otis.
Nato nel Vermont nel 1811, cresce, si sposa, diventa padre di due figli, rimane precocemente vedovo, si trasferisce sulle colline e trasforma la sua proprietà in un mulino. Non essendo questo abbastanza redditizio lo converte in segheria, ma ancora l’attività non rende a sufficienza. Quindi inizia a costruire carrozze e carri. Si sposa nuovamente e si trasferisce ad Albany, dove lavora in una fabbrica di bambole. Stanco di lavorare un intero giorno per produrre solamente una decina di giocattoli, inventa una macchina che lavora al posto suo, producendo nello stesso tempo 4-5 volte tanto. Con il premio economico datogli dal suo capo si mette in proprio e inizia a progettare: freni automatici per treni, forni per il pane a cottura automatica.
Immagine nella pagina:
La dimostrazione di Otis alla fiera del 1854
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