Il maresciallo francese Pierre Bosquet, che assiste alla battaglia, vedendo la carica esclama: C’est magnifique, mais ce n’est pas la guerre. (È magnifico… ma non è la guerra!) aggiungendo poi È una follia. I Russi in seguito diranno di aver creduto che i comandanti inglesi fossero ubriachi. La ciliegina sulla torta, per così dire, avverrà nelle settimane successive; con l’arrivo dell’inverno in Crimea, Cardigan si rifiuta di permettere alle sue truppe di rifornirsi adeguatamente perché non ho ricevuto ordini in tal senso, nonostante le provviste siano in depositi vicini. Ne moriranno a decine tra il freddo e la fame.
Gli storici dibattono ancora oggi sulla responsabilità a Balaclava: ha sbagliato Cardigan, nella sua arroganza e incompetenza? O ha sbagliato Lord Lucan, che lo detestava, a mandare un ordine poco chiaro? O Raglan? O l’errore è del messaggero che ha sbagliato a trasmetterlo?
Poco importa per Cardigan, che non riconosce colpe e anzi in patria riceve onori da eroe da una stampa che ha saputo solo di un’eroica carica da lui guidata. Ma dura poco: i suoi stessi ufficiali, saputo di ciò che viene detto in patria, informano meglio la stampa e Cardigan entra nuovamente nel ciclone per la sua condotta: solo i contatti a corte lo salvano dalla disgrazia, e in fondo la sua ricchezza continua ad aiutarlo fino alla morte nel 1868. Rimane a tutt’oggi l’icona del comandante inetto.
È curioso come nell’immaginario collettivo quella che conosciamo come Carica dei 600, la peggiore azione di cavalleria della storia, abbia riscosso così tanta notorietà. Mezz’ora prima, nella stessa battaglia, 300 cavalieri pesanti britannici comandati da Lord Scarlett avevano eseguito un’altra carica che aveva spezzato l’avanzata russa: una delle migliori azioni di cavalleria della storia, eppure quasi mai ricordata.
Immagine nella pagina:
Cardigan in un dipinto di F. Grant (particolare)
Con il patrocinio del Comune di Bologna