Incursioni temporaliIl centro civico di Bologna Romana

lo scavo archeologico dell'ex Sala Borsa

di Jacopo Ortalli

Una prima struttura architettonica è stata individuata tra piazza del Nettuno e il fianco nord orientale del Palazzo Comunale. In base a quanto osservato negli anni Venti per la realizzazione degli scantinati della vecchia Borsa Merci, nel 1959 per la costruzione del sottopassaggio pedonale di via Ugo Bassi e nel 1989-90 negli scavi effettuati davanti al Sacrario dei Caduti di piazza del Nettuno, siamo in grado di ubicare nell’area un vasto complesso di forma rettangolare, disposto in senso nord-sud a fianco del cardine che anticamente costeggiava il lato di levante del Palazzo del Comune, del quale si sono pure riconosciuti alcuni tratti dell’originario lastricato in basoli poligonali di trachite a 3,60 metri di profondità dall’attuale piano di calpestio.

L’edificio, la cui principale fase costruttiva pare risalire agli inizi del I secolo d.C., era delimitato da un muro perimetrale in mattoni largo più di un metro, che racchiudeva un reticolo di fondazioni ortogonali; all’interno di queste dovevano distribuirsi diversi ambienti, di alcuni dei quali si sono osservate tracce pavimentali in lastre, in cocciopesto decorato da tessere musive e in mattonelle fittili. Lungo la fronte che prospettava sul decumano di via Ugo Bassi sono stati individuati anche alcuni resti di muratura in blocchi di pietra, che paiono riferibili ad una scala d’accesso diretto dalla strada.

La posizione centrale, l’imponenza delle strutture e l’ampiezza dell’impianto, probabilmente esteso per una settantina di metri ad occupare tutto il settore orientale dell’antica insula, non lasciano dubbi circa la sua funzione pubblica, funzione che, in base alla complessa articolazione planimetrica, potrebbe essere ricondotta a sede di diversi uffici civici e amministrativi.

Sempre in corrispondenza dell’ala nord orientale del Palazzo Comunale, in posizione più interna, altri ruderi indicano la presenza di un secondo edificio monumentale, separato dal precedente da uno stretto piazzale di cui è testimonianza il rinvenimento di un lungo tratto di canaletta in lastre di arenaria, che doveva bordarne il margine garantendo la raccolta e il deflusso delle acque meteoriche e di gronda.
21_bosa02
Su tale edificio, nel quale si è riconosciuta la basilica civile della città romana, possediamo fortunatamente numerosi dati raccolti nel corso dei vari interventi operati in corrispondenza della vecchia Sala Borsa, a partire dalla sua trasformazione in Tesoreria della Cassa di Risparmio intorno al 1920. In particolare, le sistematiche campagne di scavo stratigrafico effettuate dalla Soprintendenza Archeologica, tra il 1989 e il 1994, hanno consentito di ricostruire l’evoluzione insediativa di questo settore urbano, nodale per la sua centralità, dalle origini fino ai giorni nostri, permettendo altresì di conservare a vista e di musealizzare le più importanti vestigia riportate in luce.

Nell’area della grande corte coperta dell’ex Sala Borsa, indagata su una superficie di quasi 400 metri quadrati, si sono dunque operati alcuni approfondimenti che hanno raggiunto i più antichi livelli di frequentazione umana, risalenti alla prima età del ferro; questi giacevano immediatamente al di sopra dei banchi di limi sterili del terreno vergine, di substrato geologico, incontrato a partire da 3,90 metri di profondità dalla quota pavimentale odierna, corrispondenti a 1,75 metri dal piano stradale di via Ugo Bassi.
Pagina:
Precedente 1 | 2 | 3 Successiva

Novembre 2012 (Numero 21)

Comune di BolognaCon il patrocinio del Comune di Bologna
17 luglio 1926: inaugurazione del nuovo edificio della Sala Borsa di Bologna

© 2005 - 2026 Jourdelo.it - Rivista storico culturale di 8cento

Registrazione Tribunale di Bologna n. 7549 del 13/05/2005 - Direttore Resp. Matteo Ceraolo

🕑