Il rovescio della medaglia

di Andrea Trentini

2 Cacciata degli Austriaci da Bologna, 1848 (particolare) (Miniatura 396x289 px)La sera del 31 agosto le bande armate si sono presentate a Palazzo con l’intenzione di nominare un governo provvisorio e nella notte si sono abbandonate a vendette private uccidendo ben venti persone in soli due giorni. Gli uccisi si erano distinti nella lotta ai criminali. Nel frattempo il cardinale Amat è tornato, bontà sua, a Bologna, ma proprio in quel giorno sono state scannate ben cinque persone. I corpi volontari si sono rifiutati di intervenire contro i fratelli e la Guardia Civica è praticamente disarmata. Finalmente il 4 settembre è accaduto un fatto che ha sbloccato la situazione. Uno dei soliti sicari ha cercato di uccidere un carabiniere, il che ha provocato l’intervento dei compagni, che avevano giurato di intervenire soltanto se qualcuno di loro fosse stato attaccato. In pochi giorni l‘ordine è stato ristabilito con numerosi arresti e l’allontanamento del pericoloso Masina.

1 Guardia Civiche di Bologna del 1848 (Miniatura 271x699 px)Bologna sotto assedio
I cannoni austriaci battono la città. Dopo otto giorni di strenua difesa i bolognesi devono cedere alle preponderanti forze nemiche.
Attacco imminente

Maggio 1849 – La notizia della resistenza di Roma contro le truppe francesi ha galvanizzato gli animi dei bolognesi, che però si rendono conto che una invasione austriaca è imminente. Il papa infatti, fuggito a Gaeta, aveva chiamato in aiuto le forze europee. A Bologna c’è comunque un grande entusiasmo e le manifestazioni patriottiche si susseguono: grande parata militare nella piazza dell’Otto Agosto, fiaccole e bandiere ovunque, medaglia alla memoria dei valorosi caduti l’anno precedente durante la cacciata degli austriaci e perfino innalzamento di un albero della libertà, vecchio simbolo della rivoluzione francese. Il sette maggio giunge la notizia che gli austriaci sono a Castelfranco e che avanzano da ogni parte. La colonna di quindicimila uomini è al comando del maresciallo Wimpffen. Vengono subito organizzati in plotoni di 20 o 30 uomini tutti coloro che vogliono combattere.

La mattina dell’otto maggio il nemico è sotto le mura e cominciano a cadere cannonate sulla città. I numerosi attacchi nemici sono però respinti dalla nutrita fucileria dei bolognesi che sono sugli spalti. Intanto chi non ha armi innalza barricate per le vie nell’eventualità di uno sfondamento nemico. Gli austriaci attaccano le porte Galliera, San Felice e Saragozza per poi concentrarsi contro porta San Felice. I cannoni nemici continuano a battere la città anche con razzi incendiari, ma i pochi incendi sono spenti subito dai pompieri. Dall’Osservanza e da San Michele in Bosco continua incessante il bombardamento nemico. Le autorità bolognesi stanno meditando la resa e prendono accordi col Wimpffen che concede una tregua. A porta Galliera il coraggioso colonnello Boldrini tenta una sortita per catturare i tre cannoni nemici che sparano dalla Zucca, ma rimane ucciso insieme a molti dei suoi carabinieri.


Immagini nella pagina:
Antonio Muzzi, La cacciata degli Austriaci da Porta Galliera l'8 agosto 1848 (particolare), 1849 ca., Museo civico del Risorgimento di Bologna
Guardia Civica di Bologna del 1848

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Novembre 2012 (Numero 21)

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