L'Ottocento fuori dall'Europa: ascesa e caduta della nazione Zulu

di Fabio Mosti

Quando un nuovo reggimento veniva formato, alla presenza del re e con una cerimonia solenne, riceveva i tradizionali grandi scudi in pelle di vacca; questi erano, oltre che uno strumento di difesa, anche il simbolo del reggimento stesso, e ne indicavano il grado di esperienza. I reggimenti giovani portavano scudi completamente neri, e man mano che la loro bravura in battaglia aumentava, ricevevano scudi recanti sempre maggiori quantità di bianco, fino al bianco completo che era privilegio dei veterani. Poiché solo i guerrieri che avevano provato il proprio valore in battaglia avevano il diritto di sposarsi, si può ben immaginare quanto il bianco sugli scudi fosse ambito nella società Zulu.

Ogni reggimento veniva assegnato a un capo (induna) che aveva il privilegio di poter portare con sé le mogli; quando l’esercito si muoveva per la guerra il re nominava un comandante in capo (induna enkulu) che organizzava a proprio piacimento i reggimenti in brigate e li conduceva agli obiettivi indicati dal sovrano. Al termine del proprio incarico, l’induna enkulu ritornava, come i consoli romani, alle proprie occupazioni quotidiane. L’espansione degli Zulu ebbe ovviamente un immediato effetto ad ampio raggio, determinando migrazioni in massa dei popoli vicini, che finivano per scontrarsi poi con i coloni Europei, i quali in questo modo ebbero già ai primi dell’Ottocento vaghe notizie che qualcosa di mai visto prima stava accadendo nel cuore dell’Africa Nera. Il primo contatto diretto fra Europei e Zulu avvenne nel 1824, quando Mr. H. F. Fynn e il tenente Farewell della Natal Trading Company ottennero da Shaka il permesso di occupare parte del suo territorio e fondarono Port Natal (più tardi ribattezzata Durban). Nel 1828 Shaka fu assassinato e sostituito da Dingane, che differentemente dal suo predecessore adottò una politica fortemente xenofoba, finendo col giungere ad un conflitto con i coloni Boeri, dai quali fu sconfitto sul fiume Ncome. I Boeri contendevano all’Inghilterra il controllo del Natal, ma furono sconfitti nel 1848, il che lasciò agli Inglesi il problema delle relazioni con gli Zulu; frattanto, nel 1838, il bellicoso Dingane era stato sostituito dal più pacifico Mpande, e la situazione, vista dall’esterno, sembrava tranquilla.

In realtà il carismatico Cetshwayo, nipote del re, raccoglieva sempre più consensi, preparandosi ad un colpo di stato.

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Aprile-Settembre 2006 (Numero 4)

Gran Ballo dell'Unità d'Italia, Barbara Gadani, tecnica mista, 2006

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