L’avversario diretto di Cetshwayo era il suo fratellastro Mbuyazi, piuttosto che l’imbelle re Mpande. Nonostante l’appoggio degli Inglesi, Mbuyazi fu sconfitto e la fazione moderata massacrata; il che rappresentò la fine di qualunque rapporto amichevole fra gli Zulu e gli Europei. Per questo motivo Sir Bartle Frere, quando divenne governatore del Capo nel 1877, era già persuaso che un conflitto con gli Zulu fosse inevitabile. Dello stesso parere era Lord Chelmsford, al suo arrivo in Natal l’anno successivo come comandante in capo delle truppe destinate a Frere; rapidamente i due si intesero su un piano di invasione delle Zululands e nel settembre dello stesso anno iniziarono i preparativi, richiedendo fra l’altro ulteriori rinforzi dalla madrepatria. Cetshwayo non sospettava nulla, ma d’altro canto non aveva alcun motivo di temere gli Inglesi; disponeva del più potente e numeroso esercito dell’Africa, forte di circa 50.000 uomini, molti dei quali non ancora sposati a causa del recente lungo periodo di pace e desiderosi di provare il proprio valore al re.
Anche gli induna erano ansiosi di muoversi, poiché temevano che l’aggressività dei loro reggimenti avrebbe finito col rivolgersi all’interno dell’impero, come infatti accadde in alcuni episodi isolati, che però resero chiaro a tutti – Europei e non – come la nazione Zulu fosse una molla pronta a scattare alla minima occasione. Il casus belli fu l’uccisione, da parte di una pattuglia Zulu, di alcune donne inglesi che avevano sconfinato. Ne nacque una piccola questione diplomatica, e nel dicembre 1878 gli Inglesi si dichiararono disposti a chiudere l’incidente a patto che gli Zulu ottemperassero ad alcune condizioni; ma esse erano difficili da soddisfare, e comunque gli induna le notificarono di proposito a Cetshwayo quando ormai i termini stavano scadendo, per essere sicuri che il re non fosse in grado di evitare, anche volendolo, la guerra. L’11 gennaio 1879 Lord Chelmsford portava le proprie truppe oltre il confine, divise in tre colonne ognuna delle quali aveva come obiettivo immediato una piazzaforte strategica o una delle principali città degli Zulu, rispettivamente Kambula (colonna nord, agli ordini del col. Evelyn Wood), Isandlwana (colonna centrale, comandata da Chelmsford in persona) ed Eshowe (colonna sud, guidata dal col. Charles Pearson). Tutte e tre le colonne avrebbero dovuto ricongiungersi in prossimità di Ulundi, la capitale di Cetshwayo, e costringerla a capitolare.