L'Ottocento fuori dall'Europa: ascesa e caduta della nazione Zulu

di Fabio Mosti

Una quarta colonna doveva tenersi pronta a bloccare un’eventuale contro-offensiva Zulu che cercasse di raggiungere il territorio inglese infilandosi nei vuoti fra le colonne; inoltre, altri rinforzi erano pronti in Transvaal per eventuali emergenze. Nonostante l’accurata preparazione, tuttavia, gli Inglesi marciavano ignari incontro ad una netta e inaspettata sconfitta. La mobilità, la determinazione, nonché il mero numero degli Zulu ebbe – seppur per un breve periodo – la meglio sulla tecnologia e sulla logistica dell’impero Britannico. Cetshwayo, esattamente come avrebbe fatto Napoleone al suo posto, sfruttò la rapidità delle proprie truppe per battere separatamente le tre colonne inglesi. La disastrosa battaglia di Isandlwana in particolare causò la completa distruzione della colonna centrale inglese, la cui retroguardia dovette quindi resistere a un energico assalto presso la fattoria di Rorke’s Drift; di seguito, un forte contingente Zulu bloccò l’avanzata di Pearson a sud. Chelmsford poteva a quel punto contare solo sulla colonna nord per allentare la pressione sulle altre due e rendere possibile una ritirata sicura; dunque ordinò a Wood di attaccare battaglia al più presto. Dopo una iniziale sconfitta presso le alture di Hlobane, tuttavia, Wood riuscì a resistere all’assalto degli Zulu chiudendosi a riccio sul pianoro di Kambula.

Questa vittoria momentanea consentì a Chelmsford di disimpegnare la colonna sud, della quale assunse personalmente il comando, e di riportare i resti delle proprie truppe in Natal, concludendo in tal modo – pesantemente sconfitto – la cosiddetta prima invasione. La seconda invasione, effettuata pochi mesi più tardi, fu organizzata facendo tesoro delle esperienze maturate durante la prima, e ne vide capovolgersi le sorti; contro un esercito Zulu ancora indebolito, Chelmsford sferrò un’unica offensiva diretta presso Ulundi, sbaragliando ogni resistenza e catturando re Cetshwayo. Alla fine dell’agosto 1879 tramontava così l’unico stato africano nato e cresciuto autonomamente che abbia potuto paragonarsi per estensione, potenza militare, organizzazione, ricchezza e popolazione ad uno stato europeo.

Fine.
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Aprile-Settembre 2006 (Numero 4)

Gran Ballo dell'Unità d'Italia, Barbara Gadani, tecnica mista, 2006

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