La mattanza continuò per tutto il 1828: le vittime accertate del malefico duo furono, alla fine, ben quindici!
I feroci assassini non si fermarono di fronte a nulla nelle loro notturne malefatte: tra le loro vittime si annoverano clienti della pensione, ignari passanti, e perfino una parente di Helen Mc
Dougal. Robert Knox, intanto, continuava ad acquistare i cadaveri fornitigli dai due senza avere la più vaga idea della loro provenienza.
Eppure, qualche sospetto già cominciava ad aleggiare tra la gente di Edimburgo: Burke e Hare, fattisi sempre più audaci, stavano infatti iniziando a commettere qualche imprudenza di troppo. In particolare, uccisero e vendettero i cadaveri di Mary Patterson e Mary Haldane, due prostitute giovani e sane, ben note ai locali studenti di Medicina compresi, ovviamente, quelli che frequentavano le lezioni di Knox. Uccisero, inoltre, Daft Jamie, un vagabondo molto conosciuto nella città scozzese, anch’egli giovane, sano e senza alcun apparente motivo che potesse portarlo alla tomba.
La notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre 1828, proprio nella notte di Halloween, si compì l’ultimo atto della tragedia: Burke e Hare uccisero un’anziana donna di nome Margaret Docherty ma, troppo ubriachi per portarla subito da Knox, ne nascosero il cadavere alla bell’e meglio sotto una manciata di paglia. Così la mattina dopo alcuni ospiti della locanda di Hare scoprirono i resti della povera Margaret e avvisarono immediatamente le forze dell’ordine. I due irlandesi furono arrestati mentre dormivano, ancora intontiti dalla sbornia, e per la Polizia risalire da loro a Robert Knox fu, ovviamente, un percorso piuttosto breve.
Brevissimo fu anche il processo che si svolse tra il 24 e il 25 dicembre del 1828; Hare, in cambio dell’immunità, confessò i delitti e denunciò William Burke che fu impiccato il 29 gennaio dell’anno seguente. Ironia della sorte, il suo cadavere fu donato alla Facoltà di Medicina dell’Università di Edimburgo per essere sezionato e il suo scheletro è tuttora esposto nel locale Museo di Anatomia.
Robert Knox intanto, pur sussistendo dubbi sulla correttezza della sua condotta professionale, fu riconosciuto del tutto estraneo agli omicidi, ma ciò non bastò a salvarlo dall’ira del popolo e finì, così, per trovarsi in mezzo ad una vera e propria tempesta. La gente, infatti, era stufa di veder dissotterrare i propri parenti per vederli poi finire sui tavoli settori dell’Università e gli anni e anni di abusi subiti e di rabbia repressa esplosero improvvisamente contro un unico bersaglio: Robert Knox jr.
Immagine nella pagina:
Lo scheletro di Burke esposto al museo