Servono altri trent’anni, per arrivare dal terzo personaggio. Un altro americano, Jacob Perkins. Quello che è considerato il padre del frigorifero. Perkins è un vero e proprio inventore di larghe vedute, nella sua vita colleziona una cosa come una quarantina di brevetti. In particolare deve la sua fortuna a una macchina tipografica. Ma inventa macchine per tagliare le unghie, pistole a vapore, tubi ermetici per la diffusione del calore, e altro ancora. Lavora con Evans e, trent’anni dopo, nel 1835 ottiene il primo brevetto della storia per il ciclo di refrigerazione a compressione di vapore: Apparatus and means for producing ice, and in cooling fluids. Brevetto valido in America, e Gran Bretagna, dove nel frattempo si è trasferito. Siamo ancora davanti a un prototipo, ma il grande passo è stato fatto.
Il quarto personaggio è l’americano John Gorrie, figlio di scozzesi. Nel 1851 ottiene un brevetto per la sua macchina per fare il ghiaccio. Il problema è l’uso che cerca di farne. Vive in Florida, in un periodo in cui la febbre gialla miete ingenti vittime. Gorrie in pratica crea un primo sistema di aria condizionata, capendo che l’abbassamento della temperatura è salubre per i malati. Per fare questo produce ghiaccio, lo posiziona sopra alla stanza e vi fa passare aria, questa si raffredda, scende verso il basso, ottenendo l’abbassamento effettivo della temperatura nella stanza. Per fare questo serve una quantità di ghiaccio spropositata, la sua macchina è ancora rudimentale e poco efficiente. Economicamente è un fallimento.