Nel 1848 nacque proprio a Trieste un quotidiano, che già nel suo nome è fortemente evocativo:
Il telegrafo della sera
Foglietto politico
Conteneva informazioni di attualità e notizie politiche del giorno precedente (così come un quotidiano contemporaneo). Con una successione di argomenti anch’essa molto significativa: per prima la cronaca locale di Trieste, quindi Austria, poi Germania, infine Italia. Italia a sua volta divisa in: Venezia, Toscana, Stati Sardi, Stati Romani. Le informazioni locali e quelle austriache erano freschissime, del giorno prima. Le notizie toscane e sabaude avevano qualche giorno di ritardo, le notizie romane, e quindi bolognesi, ne avevano sei o sette.
Leggiamo cosa scriveva il telegrafo a proposito dei nostri moti:
N. 136 - Giovedì 17 Maggio 1849
- Il bombardamento di Bologna per parte degli Austriaci era stato ripreso il 9 e proseguiva il 10. Vari incendi erano scoppiati. Erano state tolte le acque agli acquedotti e il corso del canale di Reno interrotto. La città era strettamente bloccata. – Un distaccamento di dragoni romani, spintosi troppo innanzi, fu quasi tutto fatto a pezzi insieme al loro comandante. – Secondo il Mon. Tosc. il preside Biancoli sarebbe fuggito, e una commiss. militare avrebbe il gov. della città.
N. 137 - Venerdì 18 Maggio 1849
- Bologna 10 maggio. Si conferma la fuga del preside Biancoli, la dimissione della magistratura, la permanenza del municipio e che una commissione mil. tiene le redini del gov. Il gen. della civica non si trova; i carabinieri perdettero il loro colonnello. Le pretese degli Austriaci con cui il popolo non volle accondiscendere erano un’imposizione di 500m. scudi, un numero di ostaggi, il disarmo generale, e l’immediata ristaurazione del gov. pontificio.
N. 138 - Sabato 19 Maggio 1849
- Bologna 11 maggio. La città resiste, ed è tranquilla: l’entusiasmo è al colmo. Il bombardamento era sospeso nonché gli attacchi.
N. 141 - Martedì 22 Maggio 1849
- Bologna 16 maggio. Le condizioni della resa di Bologna sono: Occupazione delle porte; dati in consegna nel palazzo apostolico i pezzi d’artiglieria, di cui saranno garanti la linea, la civica, i carabinieri che pur provvederanno all’ordine e alla sicurezza pubblica; le truppe regolari presteranno il giuramento di fedeltà a S.S.; tutte le altre armi dovranno essere consegnate ad una commiss. di uffiziali austriaci e di cittadini bolognesi; nessuna delle persone attualmente dimoranti in Bologna verrà molestata dalle truppe imperiali, per quanto avesse sin ora contro di esse operato. Le presenti condizioni verranno dal municipio diramate nelle altre città e comuni per impedire ogni eventuale resistenza e sollecitare la pace. – Il gen. Gorzkowsky con una parte del corpo d’armata prese possesso della città, della quale assume il governo civile e militare.
Concludiamo con una curiosità: il telegrafo rimarrà sempre un mezzo pubblico e non entrerà mai nelle case private, a differenza del telefono suo successore, che invaderà rapidamente ogni singola abitazione.
E oggi ogni singola tasca.
Immagine nella pagina:
Ricevitore Morse