Die Habsburger in Bologna

di Andrea Gazzotti e Augusto Battaglini


Ovviamente esisteva una scala gerarchica, le truppe venivano alloggiate in ex conventi o chiese sconsacrate e, dato che all’epoca non si usavano le brande, dormivano su giacigli di paglia. Ogni soldato aveva diritto a riceverne un certo quantitativo giornaliero, oltre alla legna per cucinare e scaldarsi (60 once romane di paglia e 40 once di legna, pari a 1.695 g. e 1.130 g. rispettivamente), e tale approvvigionamento era rigidamente controllato, pesato e fatturato. Gli ufficiali, invece, in base al loro grado erano alloggiati il più possibile vicino ai rispettivi reparti in locande, alberghi o presso famiglie più o meno abbienti che dovevano mettere a disposizione del nuovo arrivato un adeguato spazio.

Una cosa di cui l’amministrazione comunale non aveva però tenuto conto, e che creò non pochi problemi, fu che gli ufficiali avevano diritto ad essere accompagnati dalla famiglia con relativo seguito di casse di vestiti e stoviglie. A partire dagli anni ‘50 le cose migliorarono perché il Governo Pontificio, in base ad accordi con quello austriaco, si fece carico direttamente del problema prendendo in affitto degli appartamenti a canoni a quanto pare buoni perché tanti Bolognesi, alla faccia dell’astio per l’invasore, si fecero avanti per offrire le loro case (pecunia non olet!).

Anche il vitto quotidiano per i soldati semplici passò a carico di Roma, sempre tutto calcolato con teutonica precisione (35 once pari a 988 g. di pane, 1,5 fogliette di vino pari a 1/2 litro, ecc.).

La convivenza forzata con tante migliaia di uomini portava anche altri guai, come quello sanitario.
In un’epoca in cui il concetto di igiene sia personale che pubblica era molto aleatorio, gli eserciti sono sempre stati un veicolo di malattie ed epidemie e anche Bologna non sfuggì a questo flagello.
Il numero di soldati ammalati era sempre molto alto e spesso le strutture ospedaliere andavano in crisi, tanto da obbligare in certi periodi a dimettere i Bolognesi per far posto agli Austriaci, che avevano la precedenza. Non mancavano però i casi di umanità. Un ufficiale gravemente ammalato fu assistito dalla proprietaria dell’appartamento in cui alloggiava e per riconoscenza il Comando di Piazza la esentò dall'obbligo di ospitazione.


Immagini nella pagina:
- 1° Tenente di Stato Maggiore barone Franz Vlassitz
- Soldato boemo del reggimento Paumgarten
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Maggio 2019 (Numero 29)

Anonimo, Li 8 agosto 1848. La cacciata dei tedeschi da Porta Galliera dal Popolo Bolognese, 1848, Museo civico del Risorgimento di Bologna

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