L’Unità d’Italia non è un gioco!

di Alessia Branchi

Questo gioco, per la sua lunga tradizione, sembra senza tempo; dilettava Egizi, Etruschi, Greci e Romani, ma anche popoli come i Gaelici e i Germanici. Dobbiamo aspettare però il 1580 per trovare la prima vera testimonianza nel libro di Pietro Carrera: siamo a Firenze alla corte di Francesco I de’ Medici e il granduca dona questo gioco al Re di Spagna Filippo II. Il gioco era molto apprezzato nelle corti, sembra che fosse uno dei passatempi preferiti del bambino Luigi XIII, e successivamente fu adottato dal Re Sole come gioco educativo per i giovani aristocratici alla Reggia di Versailles destinati alla carriera militare e quindi con un percorso che aiutasse le tattiche di guerra.

Nuovissimo Giuoco dell’Oca (Miniatura 219x316 px)Il suo successo risiede proprio nel modello originario del gioco, capace di adattarsi alle epoche, ai temi e anche alle mode; lo troviamo così nelle opere di Molière, di Rousseau, nelle fiabe di Perrault. A portarlo fuori dalle corti ed avvicinarlo a nuovi pubblici sono proprio i disegnatori e gli stampatori che si specializzano nelle loro botteghe e producono tavole che, da un punto di vista iconografico, sono vere e proprie opere d’arte. Il gioco entra nelle case della gente comune, non è più solo un gioco di corte, ma è alla portata di tutti. Le sue varianti sono davvero numerose, e dobbiamo ringraziare collezionisti come Luigi Ciompi e Adrian Seville, che hanno messo a disposizione online le proprie raccolte, se possiamo gustarci con un semplice clic la spettacolarità, i colori e la bellezza dei tavolieri fino ad oggi ritrovati.

Tornando al nostro gioco, possiamo tranquillamente affermare che qui in Italia raggiunse la sua maggiore popolarità con la nascita del Regno d’Italia. Era il 25 febbraio 1861, alle soglie dell’unificazione italiana, quando nel giornale umoristico milanese La Cicala Politica comparve l’annuncio della vendita, presso la sua sede in Piazza S. Vittore 11 o presso l’Editore Edoardo Sonzogno, di L’Italia del Secolo Decimonono, ossia il Nuovissimo Giuoco dell’Oca inventato da Puff e disegnato da Don Ciccio, al prezzo di 25 centesimi in bianco e nero e di 50 centesimi se colorito.
Il Gioco dell’Oca è ora pubblicizzato e venduto!

Si tratta di un gioco da tavola illustrato con un percorso suddiviso in 61 caselle rappresentate per lo più dai personaggi del nostro Risorgimento: Camillo Benso di Cavour, Ugo Foscolo, Giacomo Leopardi, Guglielmo Pepe, i fratelli Bandiera. L’Italia è disegnata come una fanciulla incatenata e sofferente, facile preda dell’Aquila austro-ungarica a due teste i cui copricapi sono la tiara da una parte e il cappello ecclesiastico dall’altra, ma l’Aquila viene sgozzata e infilzata a dovere dalle famose maschere popolari dei Meneghini.


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L’Italia del Secolo Decimonono, ossia il Nuovissimo Giuoco dell’Oca inventato da Puff e disegnato da Don Ciccio, 1861

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Maggio 2021 (n° 31)

M. Rignanese, L’imperatore, il sindaco e la guerriera, 2021

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